Contratto revocato, la Villa delle Grotte di nuovo chiusa
La Fondazione interrompe il rapporto con Archeo Color, l’associazione che aveva rilanciato il sito archeologico
PORTOFERRAIO. Una lettera con la quale è stata comunicata la revoca di un contratto firmato solo la scorsa primavera. È bastato questo per cancellare, come con un colpo di spugna, la vera nota lieta del turismo culturale dell’Isola d’Elba. Di quest’anno e non solo. Stiamo parlando della Villa Romana delle Grotte, il sito archeologico riaperto alla fruizione del pubblico e rilanciato, in questi mesi, grazie all’attività dell’associazione di promozione sociale Archeo Color. Dal 30 settembre, infatti, la Villa delle Grotte sarà chiusa di nuovo. La doccia fredda, non ci sono altri termini per definire quanto accaduto, viene spiegata in una nota diffusa proprio dall’associazione, composta dalle tre giovani archeologhe Laura Pagliantini, Luisa Quaglia e Luisa Zito. «La Villa romana delle Grotte chiude al pubblico il 30 settembre (ultimo ingresso lunedí 29 alle ore 19) per la revoca del contratto firmato tra l’associazione e la Fondazione Villa romana delle Grotte – scrivono da Archeo Color – confidiamo che queste decisioni della Fondazione, nonostante abbiano per il momento comportato la cessazione delle nostre attività e la chiusura anticipata della Villa (sarebbe rimasta aperta fino al 2 novembre ndr), siano anticipatorie di futuri eventuali sviluppi che vedranno l’amministrazione di Portoferraio attivamente coinvolta nella gestione di un bene prezioso per la comunità locale». La nota si chiude con l’augurio di riprendere quanto prima l’attività e con i ringraziamenti alla proprietà (Fondazione Villa romana delle Grotte) e all’amministrazione comunale.
Sembra passato un secolo, insomma, da quando le ragazze di Archeo Color, dopo aver firmato il contratto di comodato d’uso gratuito con la proprietà, hanno sottratto con investimenti e sudore la Villa romana delle Grotte al degrado. Lo stesso degrado - solo quello - che negli ultimi anni aveva portato il sito agli “onori” della cronaca. E sembra passato un secolo da quando, a maggio, la Villa è stata inaugurata davanti a tante persone, compresi tutti i politici locali. Nel corso dell’estate Archeo Color ha proposto un tipo di gestione innovativo, unendo alle visite classiche una serie di eventi culturali particolari, dalle rievocazioni, alle serate a tema. Ma proprio questo tipo di iniziative, secondo quanto apprendiamo, sarebbe la causa dell’interruzione del rapporto tra l’associazione e la proprietà che, tuttavia, nella lettera di revoca non ha specificato una motivazione ufficiale. Dopo la metà di agosto, infatti, sono spuntati problemi legati alla sicurezza del sito archeologico e la necessità di compiere ulteriori verifiche. Niente più eventi, insomma: quelli che, per intendersi, rendevano la gestione sostenibile dal punto di vista economico. Solo visite ordinarie, sebbene il contratto contemplasse l’organizzazione degli eventi culturali e al momento della firma non fosse stata fatta menzione di alcun problema di sicurezza del sito. L’attrito sorto con la proprietà è stato portato all’attenzione dell’amministrazione comunale e della Soprintendenza ma, evidentemente, gli enti non sono riusciti a impedire la revoca. E adesso? In un incontro informale con la proprietà l’amministrazione ha manifestato il proprio interesse a investire sul sito archeologico cittadino. «L’amministrazione – spiega l’assessore alla cultura Roberto Marini – è in contatto con la proprietà per mettere in piedi un nuovo tipo di gestione del sito, nella quale il Comune sarà parte attiva. Le ragazze di Archeo Color hanno svolto un ottimo lavoro, credo che l’allarme sia relativo e si tratti di rivedere i contenuti del contratto».
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