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Altre piante infestate dal punteruolo rosso

Altre piante infestate dal punteruolo rosso

PORTOFERRAIO. Due palme infestate. Una terza, probabilmente si trova nella stadio iniziale. Si assottiglia così il numero dei palmizi che costeggiano viale Ilario Zambelli, la zona in cui ogni...

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PORTOFERRAIO. Due palme infestate. Una terza, probabilmente si trova nella stadio iniziale. Si assottiglia così il numero dei palmizi che costeggiano viale Ilario Zambelli, la zona in cui ogni venerdì, si svolge il mercatino ambulante. Sette, in precedenza, e poi a poco a poco destinati a diminuire. La causa di questa situazione è sempre lui, il tanto chiacchierato e famigerato punteruolo rosso, il micidiale coleottero originario dell’Asia sud orientale e della Melanesia che attacca distruggendole le palme.

I due esemplari – sarà puro caso – sono vicini a un’altra palma che è stata tagliata per intero. I sintomi sono chiari e inconfondibili: portamento anomalo della chiama che assomiglia sempre più a un “ombrello aperto”. Nella letteratura tradizionale questo è sintomo di essere vittima di un attacco di punteruolo rosso. Questa segnalazione si dovrà aggiungere alle altre che si sono già riscontrate all’Elba e in particolare a Portoferraio e che hanno portato all’abbattimento della pianta infetta, cercando in questa maniera di circoscrivere il campo d’azione del cosiddetto killer delle palme. Ma evidentemente la soluzione proposta per viale Zambelli non si rileva efficace, se oggi dobbiamo fare i conti questo questi altri due “attacchi” di questo terribile coleottero asiatico.

La disinfestazione applicata non è stata quindi efficace se ora si devono fare i conti con due palme bisognose di trattamento e una terza che dovrebbe essere stata “attaccata” da poco da quest’insetto. A questo punto si dovrà iniziare un trattamento specifico perché la serie dei palmizi che abbelliscono il ciglio della nuova variante non facciano la stessa fine degli altri e quindi dire addio al bel filare di palme di viale Zambelli.

Dovranno intervenire infine i tecnici per controllare lo stato in cui versano i due esemplari e vedere se si è in tempo per salvare il terzo. Nella peggiore delle ipotesi bisognerà abbattere le piante e triturare il materiale e quindi incenerirle in centri attrezzati per evitare la propagazione delle micidiali larve.

Luigi Cignoni

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