Il Tirreno

«Possiamo salvare Pianosa dal degrado»

«Possiamo salvare Pianosa dal degrado»

Il sindaco di Campo nell’Elba Lorenzo Lambardi: l’impiego dei detenuti per i lavori di manutenzione sta funzionando, ora sotto col centro storico

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PIANOSA. Le macerie e il degrado stanno lasciando spazio all’ottimismo. È quanto sta accadendo a Pianosa, l’ex isola del diavolo, 10,3 chilometri quadrati di territorio piatto, fino a quindici anni fa sede di un carcere di massima sicurezza. Sono lontani gli anni del penitenziario, della comunità locale che garantiva servizi e vita propria all’isola.

L’incuria, progressivamente, ha attaccato le case e i manufatti del paese, in lotta contro l'abbandono. Lo splendido porticciolo è in degrado, Forte Teglia è sorretto da impalcature. Il piccolo centro storico rischia di cadere a pezzi, le facciate delle case ormai disabitate sono visibilmente danneggiate, alcuni edifici sono a rischio dal punto di vista strutturale.

Solo con risorse importanti e l’impegno degli enti coinvolti, Parco e Demanio su tutti, l’isola potrà cambiare la sua faccia. E domenica, nel corso dell’evento culturale ed enogastronomico organizzato dal Comune di Campo, Parco e amministrazione penitenziaria, si è avuto la sensazione di un impegno comune, che finalmente possa andare oltre alle solite dichiarazioni di facciata. «Abbiamo avuto una nuova conferma di come ci sia la volontà di collaborare da parte di tutti – fa sapere il sindaco di Campo nell’Elba Lorenzo Lambardi, presente all’iniziativa organizzata domenica – il vero salto di qualità per Pianosa lo si potrà avere grazie agli investimenti del Parco e del Demanio, ma credo che già adesso l’aria sia cambiata». Nel frattempo inizia a dare i primi frutti il protocollo d’intesa per l’utilizzo dei detenuti in semilibertà per i lavori di manutenzione dell’isola. (le foto sono di Giò Di Stefano)

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