Il Tirreno

I quattro milioni? Ce li richiede l’Europa

I quattro milioni? Ce li richiede l’Europa

Secca replica dell’assessore Bramerini a Murzi (Asiu) sui fondi per l’impianto mai entrato in funzione

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PIOMBINO. «La Regione Toscana non ha affatto risposto picche sul capannone di Ischia come sostiene il presidente dell’Asiu. Ha bensì agito in base alle norme che regolano l’assegnazione e l’utilizzo di risorse comunitarie. E comunque l’amministrazione regionale, nei vari incontri richiesti dall’azienda, si è sempre dichiarata disponibile ad accogliere proposte e soluzioni che a oggi non sono arrivate».

Così l’assessore regionale all’ambiente e all’energia, Anna Rita Bramerini, intervenendo dopo l’articolo pubblicato martedì dal Tirreno, risponde al presidente dell’Asiu Fulvio Murzi sul destino dell’impianto di Ischia realizzato per trasformare i rifiuti in cdr, impianto terminato sette anni fa e mai entrato in funzione.

«Sull’uso dei contributi europei, quelli previsti dal Docup 2000/2006 – continua Bramerini - viene esercitata un’attività di vigilanza che riguarda il corretto uso dei fondi e l’effettiva operatività del progetto finanziato, che deve produrre i risultati e gli effetti per i quali è stato finanziato. Questo è quello che l’Autorità di vigilanza ha richiesto al settore rifiuti della Regione, che si è attivata nei confronti dell’Asiu, la quale dovrà dare risposta entro il 15 settembre. Le norme europee prevedono che, se l’operatività degli impianti non è attestata, vengano revocate le risorse assegnate». Cioè circa quattro milioni di euro.

Se ne parlerà oggi in consiglio. Così come si parlerà degli aumenti Tari, la nuova tassa sui rifiuti. Ieri mattina, come avevamo preannunciato, il nuovo piano tariffario promosso dall’assessore alle attività produttive Stefano Ferrini e dall’assessore alle finanze Lido Francini, in collaborazione con il presidente dell’Asiu, è stato presentato alla seconda commissione. Gli aumenti per le imprese passano da una media del 15% circa al 6% grazie a un incremento dell’importo dovuto dalla Lucchini e a una diversa ripartizione dei costi.

Sui costi fissi totali del piano tariffario, pari a 2.595.158 euro, il 58% sarà a carico delle utenze domestiche e il 42% delle non domestiche (nella precedente proposta la ripartizione era 45% per le ultime e 55% per le domestiche). Gli aumenti per le famiglie però saranno comunque molto ridotti e passeranno dal 3 al 5%. Significa un aumento massimo di 30 euro per appartamenti molto grandi con 6 o più componenti nel nucleo familiare.

Già martedì si era svolta una riunione con le associazioni di categoria per illustrare queste modifiche.Oggi la delibera verrà discussa in consiglio.

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