Il Tirreno

«Entro ottobre il garante dei detenuti»

«Entro ottobre il garante dei detenuti»

Il sindaco preoccupato per le condizioni del penitenziario: mi fido dell’impegno assunto dal sottosegretario Ferri

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO AZZURRO. «Ci fidiamo della parola del sottosegretario alla giustizia Cosimo Ferri. Il carcere di Porto Azzurro deve essere salvato». È quanto dichiara il sindaco di Porto Azzurro Luca Simoni, in seguito alle notizie - non certo confortanti - sulle condizioni del penitenziario elbano, raccontate sulle pagine del Tirreno. Due detenuti su tre hanno presentato domanda di risarcimento per trattamenti inumani o degradanti.

Docce gelate, caldaia non funzionante, cessi senza porte nè divisori, cibo indecente. Sono solo alcuni aspetti, terrificanti, che ci parlano di un carcere in condizioni estreme, con lo spettro di un lavoro - fino a pochi anni fa caratteristica qualificante per Porto Azzurro - ridotto al lumicino. L’allarme trapelato dalle celle del carcere è arrivato fino al paese di Porto Azzurro. E il sindaco Luca Simoni non nasconde la sua preoccupazione. La prima azione concreta che il Comune intende fare, come stabilito in seguito all’incontro di pochi giorni fa con il sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri, è la nomina del garante dei detenuti, figura di garanzia che è presente a Livorno ma che, invece, latita per Porto Azzurro. «Ci siamo messi in moto per nominare un responsabile – spiega il sindaco Luca Simoni – la procedura è stata attivata. Il consiglio comunale dovrà prima approvare il regolamento che istituisce la figura del garante, quindi, in base ai curricula pervenuti, effettuare la nomina. Non so se riusciremo materialmente a chiudere l’iter nel prossimo consiglio comunale, ma l’impegno è di nominare il garante almeno all’inizio di ottobre». L’idea, dunque, è di istituire una figura ben presente all’interno della struttura, che possa rappresentare i bisogni dei detenuti. Il passo è ancor più importante in una struttura priva ormai da troppo tempo di un direttore in pianta stabile (Francesco D’Anselmo è presente solo una settimana al mese, dal momento che dirige altre tre carceri in Sardegna).

Il primo cittadino di Porto Azzurro confida in una presa di posizione forte da parte dell’amministrazione penitenziaria, che possa riportare il carcere di Porto Azzurro in condizioni accettabili. «Le difficoltà ci sono, ne abbiamo notizia costantemente – racconta il sindaco Luca Simoni – l’incontro con Ferri è stato certamente positivo e il sottosegretario si è assunto impegni concreti, affinché Porto Azzurro torni ad essere il carcere che era in passato. Non ho motivo di dubitare delle sue parole. Ritengo che il primo passo da compiere, da parte del ministero, sia l’istituzione di un direttore stabile per il penitenziario. L’assenza ha cancellato qualsiasi tipo di programmazione e contribuito al peggioramento della situazione nel carcere e delle condizioni dei detenuti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino