Il Tirreno

Il caso di Franco Raele finisce in Regione

Il caso di Franco Raele finisce in Regione

Mugnai e Villa (Forza Italia) chiedono chiarezza: «Ucciso da un infarto, dimetterlo dall’ospedale è stato un drammatico errore»

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SECCHETO. Il caso di Franco Raele, l’albergatore morto a 48 anni nella sua casa di Seccheto, arriva fino in Regione. I consiglieri di Forza Italia Stefano Mugnai, vicepresidente della commissione sanità, e Tommaso Villa hanno presentato ieri un’interrogazione a risposta scritta rivolta al presidente della Regione Enrico Rossi e all’assessore alla Salute Luigi Marroni con la quale si chiede di fare chiarezza su «un dramma – attaccano i consiglieri – che probabilmente avrebbe potuto essere evitato».

Franco Raele è morto giovedì mattina nella sua casa di Seccheto. L’uomo, mercoledì, aveva accusato dei forti dolori addominali e, per questo, si era recato al pronto soccorso di Portoferraio. Dopo la visita, tuttavia, il quarantottenne è stato dimesso. I familiari di Raele hanno presentato un esposto ai carabinieri, le indagini sono scattate in modo immediato. L’autopsia, effettuata lunedì mattina dal medico legale dottor Di Paolo alla presenza di due consulenti di parte, servirà per fare luce sulla vicenda e per stabilire se esista o meno una connessione tra il malore fatale accusato da Raele e il disturbo avvertito il giorno precedente. Al momento, come atto dovuto, è stato iscritto nel registro degli indagati il medico del pronto soccorso che aveva assistito Raele.

Sebbene l’esito dell’autopsia sarà reso noto solo nei prossimi giorni, i consiglieri di Forza Italia Stefano Mugnai e Tommaso Villa attribuiscono ad un infarto la causa della morte del 48enne. E, sulla base di ciò, mettono in discussione il comportamento tenuto dal personale ospedaliero. «Nonostante i sintomi di un inizio di infarto – si legge nella nota diramata dai consiglieri agli organi di stampa – non risulta siano stati fatti al paziente gli esami del caso, come la misurazione della pressione sanguigna e analisi del sangue, ma solamente una eco addominale».

I consiglieri, nell’interrogazione, chiedono che Asl avvii un’indagine interna o che sia la stessa Regione a farsi carico di verificare le indagini mediche effettuate. Secondo Mugnai e Villa «sarebbe bastata una struttura sanitaria più efficiente – scrivono – per evitare una dimissione che si è rivelata drammaticamente sbagliata».

L’Asl, interpellata sull’argomento, preferisce non rilasciare commenti ufficiali fino a quando non saranno resi noti i risultati dell’autopsia che, secondo quanto trapela da ambienti vicini all’azienda, potrebbe non corrispondere (riguardo al tipo di patologia) a quanto sostenuto dai consiglieri regionali.

Nel giorno in cui il caso di Franco Raele, albergatore molto conosciuto in tutta l’Elba, è arrivato sui banchi del consiglio regionale, Seccheto si è riunita per dare l’ultimo saluto al suo cittadino. Ieri, nella chiesa parrocchiale di San Gaetano di Marina di Campo, si è celebrato il funerale di Raele, a cui hanno partecipato tantissimi amici e conoscenti, in arrivo un po’ da tutta l’Elba. Funerali che, fino all’ultimo, sono rimasti in dubbio. Ieri mattina, infatti, un problema di tipo burocratico ha di fatto negato l’invio del nullaosta del magistrato, con il quale si doveva autorizzare il rito funebre, sebbene la notizia circolasse ormai da ore e in tutta l’isola fossero già attaccati i manifesti. Il problema è stato risolto nel pomeriggio, in modo da permettere lo svolgimento del funerale. Fin dalle 14,30 la salma di Franco era nella chiesa di Marina di Campo, a disposizione di chi ha voluto dare l’ultimo saluto all’albergatore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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