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Nelle scuole della provincia entrano in ruolo 142 insegnanti
Nei dati pubblicati dal ministero dell’istruzione ci sono anche 16 immissioni di personale tecnico Già consultabili sul sito del provveditorato le graduatorie relative alla mobilità dei dipendenti
PIOMBINO. 142 posti per il personale docente, 16 per il personale Ata. È il totale delle disponibilità delle immissioni in ruolo e assunzioni per la provincia di Livorno per l’anno scolastico 2014-15. Dati pubblicati da poco dal Ministero dell’Istruzione, che li ha divulgati all’interno di una serie di tabelle consultabili direttamente dall’home page del proprio sito Internet: divisi per regione, provincia, ordine di scuola, classe di concorso per quanto riguarda gli insegnanti, mansione specifica per quanto riguarda il personale Ata. Su questi numeri (che toccano in tutta Italia 33 mila fra insegnanti e tecnici) i singoli uffici provinciali si metteranno a lavoro attingendo dalle specifiche graduatorie.
«Dovremo tenere conto anche di coloro i quali hanno superato il concorso del 2012 - fanno sapere da Livorno - Di conseguenza è possibile che i numeri che sono stati divulgati dal Ministero debbano essere, almeno in minima parte ritoccati». Stando così le cose adesso, il computo proveniente da Roma parla di 14 posti per la scuola dell’infanzia, 6 per la primaria, 39 per le medie e 45 per le superiori. 38 complessivi sono invece i posti per gli insegnanti di sostegno: 3 per la scuola dell’infanzia, 19 per le elementari, 12 per le medie e quattro per la secondaria di secondo grado. Gli Ata coinvolti, invece, sono, come detto, 16: sette direttori di servizi generali e amministrativi, otto assistenti amministrativi e un assistente tecnico. Le operazioni di assunzione dovranno completate entro la fine del mese: mentre invece sono già in via di pubblicazione definitiva, consultabili sul sito del provveditorato, le graduatorie riferite alla mobilità degli insegnanti già in ruolo (con tutte le specifiche che riguardano anche il territorio della Val di Cornia, es. gli insegnanti di educazione artistica presso la scuola media Guardi). Il limite della chiusura di agosto, però, non lascia soddisfatti i sindacati, preoccupati, al contempo, anche per quel che riguarda i cosiddetti «Quota 96», quegli insegnanti che, avendone le credenziali, vorrebbero andare in pensione, ma che per mancanza di fondi potrebbero essere costretti a restare. «La verità è che non si capisce se al governo siano più furbi o più impreparati - commenti Patrizia Villa, segretaria provinciale Flc Cgil - Da un lato costringono a restare chi vorrebbe andare via, da un altro invece hanno mandato in pensione a forza chi non voleva farlo e che in questo modo si è ritrovato nelle stesse condizioni pensionistiche che avrebbe avuto se non avesse mai lavorato. Il termine del 29 agosto preso in considerazione per terminare le operazioni e per prendere una decisione definitiva? Certo che è inopportuno. Il 1° settembre riaprono le scuole dell’infanzia».
Melisanda Massei Autunnali
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