Le minoranze invocano la revisione del consiglio
«Siamo al secondo mandato Soffritti e a Campiglia manca ancora la democrazia» Presentato un ordine del giorno congiunto per cambiare statuto e regolamento
CAMPIGLIA. «La legislatura del secondo mandato del sindaco Soffritti è iniziata da poco ma già dai primi consigli comunali riemerge l'anomalia che ne ha contraddistinto la passata: la mancanza di una piena democrazia dell’istituzione e soprattutto nel funzionamento del consiglio». Per questi motivi i gruppi di minoranza - Movimento 5 Stelle Campiglia Marittima, Lista civica Comune dei Cittadini, Lista civica di Centro Destra Forza Italia - hanno deciso, attraverso l'articolo 38 del regolamento che prevede la convocazione entro venti giorni, di presentare un ordine del giorno congiunto dove si chiede al consiglio di rivedere statuto e del regolamento del consiglio stesso.
«L’organo che dovrebbe avere una funzione propositiva e di controllo dell’attività di giunta – sottolineano le minoranze – è gestito come un mezzo di mera ratifica di decisioni già prese altrove. La giunta avvalendosi del premio di maggioranza che la legge elettorale gli attribuisce e da un regolamento, che la stessa forza politica si è approvato, non permette un paritario confronto. Le minoranze devono confrontarsi in un contesto dove gli atti necessari per la discussione dei temi nelle commissioni e nel consiglio vengono trasmessi incompleti».
«La conferenza dei capigruppo – si prosegue – organo dal quale dovrebbe nascere la bozza dei temi da trattare in consiglio, oggi viene convocata appena un giorno prima del consiglio stesso, senza che i capigruppo abbiano la possibilità di intervenire per modificarne o integrare il contenuto. Le commissioni, che hanno la funzione di approfondimento, sono ridotte ad una riunione di mera esposizione di quello che verrà portato al voto in assemblea, in alcuni casi come nel bilancio previsionale 2014, non discutendo neanche gli atti essenziali (piano triennale delle opere pubbliche)».
« Il regolamento prevede – si sottolinea – che la comunicazione della convocazione del consiglio comunale possa avvenire cinque giorni prima della data della riunione e gli atti possano essere trasmessi tre giorni prima, in alcuni casi anche un solo giorno prima. Sono modalità e tempi assurdi di gestione di organi democratici che non permettono alle minoranze, ma in generale a tutti i consiglieri, di approfondire e di conoscere gli argomenti che verranno trattati e non permetto un reale coinvolgimento dei consiglieri comunali sui temi che devono essere votati. Non meno importante è la questione che riguarda la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte dell’amministrazione». Dunque l’ordine del giorno condiviso dove si chiede di iniziare un’opera di revisione dello statuto e del regolamento del consiglio «che vada nella direzione di un maggior coinvolgimento dei cittadini e un miglior funzionamento degli organi amministravi».
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