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«Siamo disponibili a trovare soluzioni»

«Siamo disponibili a trovare soluzioni»

Voli a Perelli, parla il titolare della scuola di paracadutismo «Portiamo qui centinaia di persone. E abbiamo i permessi»

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RIOTORTO. «Siamo pronti a cambiare le linee di volo, anche ad osservare una pausa a metà giornata. Siamo pronti ad andare incontro a chi è disturbato dal rumore, basta parlarne, le soluzioni si trovano. Ma la nostra attività è in piena regola, da tanti anni. E porta centinaia di persone in Val di Cornia»: Marco Carrara, emiliano ma in procinto di trasferirsi definitivamente in Val di Cornia, è il titolare della scuola di volo a Perelli. Da anni fa l’istruttore, ha migliaia di salti alle spalle, è pilota di aereo, in Emilia si occupa anche di protezione civile e allena i parà di mezzo mondo. Ed è lui ad aver scommesso su Piombino per un’attività che porta nella zona appassionati da tutta Italia. E che potrebbe portarli anche in inverno, perché i corsi sono possibili anche fuori stagione.

Dopo le proteste di questi giorni Carrara ci ha portato copia dell’autorizzazione del ministero dei trasporti, circoscrizione aeroportuale. Il documento, firmato dal direttore, analizza tutte le problematiche: «1) Presenza di ferrovia e superstrada: le due opere sono a distanza tale da considerare irrilevante la loro presenza; 2) presenza della centrale: pur essendo adiacente al campo su cui insistono le due piste, si trova fuori asse rispetto ad entrambe, così da non essere sorvolata né in decollo, né in atterraggio; 3) presenza di un fabbricato ad uso abitativo sul prolungamento della pista di 300 metri: è leggermente spostato rispetto alla pista. Si potrebbero concordare procedure di atterraggio e decollo che avvengano con la pista più lunga, così da evitare il volo in prossimità. Si ritiene che non ci siano motivi ostativi, né sul piano giuridico, né in materia di sicurezza e incolumità pubblica, al volo da diporto e sportivo nelle due piste».

Carrara è il primo a non volere altri voli: «Qui abbiamo un solo aereo, che potrebbe portare 18 persone, ma saliamo solo con 12 per diminuire il rumore. Il giorno con più decolli sono stati 17, ma di media sono una decina. Potremmo anche spostare la pista, togliendo un po’ di girasoli, per stare ancora più lontani dalla casa che c’è. Insomma, siamo aperti a ogni soluzione. E io per primo non voglio gli ultraleggeri, che volano bassi e fanno un gran chiasso». Insomma, Marco Carrara va avanti: «Portiamo gente e stiamo lavorando a convenzioni con alberghi e campeggi: se il padre vola, moglie e figli possono andare al mare qui davanti. È tutta un’economia che gira». (g.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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