Italia
I lavoratori 3Emme ancora senza salario
Per i 75 dipendenti della ditta d’appalto slitta di nuovo il pagamento delle buste-paga del mese di giugno
PIOMBINO. Ieri doveva essere il giorno buono per trovare sul conto il salario per la parte lavorata a giugno.
Lo aveva assicurato l’azienda ai sindacati che a loro volta lo avevano assicurato a loro. Niente da fare. Un altro stop, pesante, per i lavoratori della 3Emme. Ieri, invece del salario, hanno incassato un nuovo rinvio. «L’azienda dice che ci farà sapere qualcosa tra il 21 e il 27 agosto», hanno comunicato i sindacati agli operai.
Che, in delegazione, sono tornati in redazione per segnalare l’ennesimo problema a carico della 3Emme. Perchè di problemi ce ne sono dappertutto. E lo si sa. Ma qui sembrano attecchire meglio. Tant’è che parliamo di una delle pochissime ditte dell’indotto, forse la sola, a cui non è stato ancora erogato il 10% di copertura regionale dei contratti di solidarietà.
E son soldi, per chi di lavoro campa, facendo la gimkana tra le rate del mutuo e le bollette, l’affitto e gli avvisi della finanziaria. Con qualcosa che resta sempre indietro.
«Per fortuna siamo riusciti a sbloccare da soli la faccenda della cassa integrazione, andando direttamente all’Inps che c’ha dato una mano, dopo che l’azienda aveva presentato in ritardo la documentazione necessaria», dicono. E’ stata una piccola boccata d’ossigeno. Per qualcuno piccolissima, appena 300 euro. Una miseria.
A monte, resta il blocco dei pagamenti da parte della Lucchini per il ritardo nella presentazioen del Durc, documento unico di regolarità contributiva, da parte dell’impresa d’appalto. Situazione che la 3Emme si è impegnata a sanare.
I lavoratori parlano di un accordo sindacale per il quale, nel caso in cui il pagamento resti ancora bloccato, la 3Emme si dice pronta a liquidare le spettanze anticipando quote del loro Tfr. Autonomamente, hanno incontrato il sindaco, Massimo Giuliani, mettendosi a disposizione per lavori di pubblica utilità. E poi il vicesindaco, Stefano Ferrini, con delega al lavoro. Che dice: «E’ un quadro ingarbugliato. Sto cercando almeno di chiarire l’aspetto dei contratti di solidarietà. Per questo ho avviato contatti con la Regione affinchè sia liquidato il 10 per cento a suo carico».
In mancanza di risposte, a Firenze ci andranno loro, i 75 lavoratori della 3Emme per i quali sono iniziate le procedure di cassa integrazione straordinaria.
Per tutti, resta l’amarezza di aver lavorato per un’impresa «che si dimostra assente. E pensare che gli abbiamo dato tutto, al limite della sopportazione umana».
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