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ADESSO IN CITTÀ VA CAMBIATA LA MENTALITÀ
GUIDO FIORINI. Oltre l’acciaio c’è il turismo. Lo dicono in molti sul promontorio, in molti ci sperano. E c’è anche chi da tempo ci prova, con coraggio, sgomitando fra mille difficoltà e lacci...
GUIDO FIORINI. Oltre l’acciaio c’è il turismo. Lo dicono in molti sul promontorio, in molti ci sperano. E c’è anche chi da tempo ci prova, con coraggio, sgomitando fra mille difficoltà e lacci burocratici in una zona che fatica a cambiare mentalità.
Perché Piombino è fra Punta Ala e l’Elba, fra Baratti e Follonica, posti dove con il turismo gira tutta l’economia, ma a tratti pare un corpo isolato, come una “enclave” che cammina ad un’altra velocità e segue altre logiche.
Si vede già dalle piccole cose. Alcuni esempi? Domenica c’era il mercato dell’antiquariato, ma metà dei negozi erano con le serrande abbassate, pur con le strade piene di turisti italiani, ma anche olandesi, tedeschi e svizzeri. E in questa settimana di ferragosto nella “via del cibo”, il centro storico, qualche ristorante osserva il turno di chiusura. Nessuno vuole negare il riposo, ma andate a San Vincenzo, o a Follonica, dove pure non hanno niente di storico di contorno da visitare, e guardate se qualcuno chiude in questi giorni.
Un tempo qui c’era “mamma fabbrica”, migliaia e migliaia di faticosi stipendi che tutto l’anno garantivano al commercio di sopravvivere, ma adesso le cose sono profondamente cambiate.
La Costa Est è un paradiso per chi ama il mare. Ma può un giorno di parcheggio non in una struttura dignitosa ma in uno spiazzo sotto il solleone e in mezzo a sassi e polvere costare quasi quanto un ombrellone, due lettini e doccia calda? E se poi parcheggi appena fuori posto fioccano multe da 180 euro?
Un istruttore ha aperto una scuola di paracadutismo a Perelli. Ha un giro di 500 persone da tutta Italia, che si lanciano anche in inverno. Dormono e mangiano nelle strutture limitrofe, portano soldi. E qui si protesta per il rumore dell’aereo, mentre l’assessore di Follonica lo ha già invitato al tavolo del turismo e gli propone di spostarsi... oltre confine.
E poi le imprese. Non mancano gli imprenditori che sarebbero disposti a investire in questa zona, che ha potenzialità enormi, proprio perché ancora arretrata rispetto a quelle limitrofe. Ci sono gli imprenditori, ma non riescono ad avere risposte in tempi accettabili. E quando le hanno spesso sono negative. Si mettano i necessari paletti ambientali, ma se qualcuno è disposto a portare i soldi in Val di Cornia, lo si accolga.
Mamma fabbrica ci sarà ancora, lo speriamo tutti, ma ci sarà per molti meno figli di prima, forse un decimo di venti anni fa. Fra Punta Ala e l’Elba, fra Baratti e Follonica, Piombino non può più permettersi di essere un’enclave. Il tempo è scaduto.
@guifiorini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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