Italia
31 anni di storia ma i due soci investono ancora
Il Living Club a settembre diventa polivalente «Ma per i permessi problemi e tempo perso»
di Francesca Barone
PIOMBINO Ancora qualche settimana e il progetto di Cesare Macchi e Mirko Grilli prenderà corpo. Loro, titolari di una delle palestre storiche di Piombino, attendono questo momento da anni. A settembre il Living Club avrà finalmente la forma tanto desiderato dai due soci, quella di un centro polivalente. «Duemiladuecento metri quadrati tutti nostri – spiega con entusiasmo Cesare – Oltre alle attività legate alla palestra, abbiamo un centro estetico, un ambulatorio medico, un ambulatorio fisioterapico, un centro per i tatuaggi e un baby parking». 31 anni di storia. In 31 anni il gabbiano verde e azzurro, da sempre simbolo del Living Club, ha volato alto. Come d'altronde era nei sogni di Fabrizio Lotti, oggi presidente regionale dei balneari, ma nel 1983 giovane diplomato Isef con il coraggio e la determinazione necessari per aprire la sua palestra. «Fu un evento storico in Piombino – racconta Lotti – Fino a quel momento la gente faceva ginnastica correttiva dal Della Monica o attività fisica con la Coop. Non esistevano le palestre concepite come quelle di oggi, venivano utilizzati attrezzi come le clavette, le corde, gli hula hoop».
Il Living Club si trovava in via X settembre. «La palestra era veramente bella, strutturata secondo una concezione moderna – ricorda Lotti – In quegli anni da Piombino a Grosseto esistevano solo i culturisti. Al Living Club, invece, si faceva corpo libero e si utilizzavano gli attrezzi. Dopo poco, di ritorno da un viaggio in America, attivai anche i corsi di aerobica, che negli Usa erano ormai in voga. Dal Living Club è passata mezza Piombino, sono nate amicizie e amori e si è consumato anche qualche tradimento». Arriva Macchi. Nel 1993, entra in società Cesare Macchi, all'epoca trentenne. «I due soci che avevano investito con Fabrizio, ma che in realtà non lavoravano in palestra, volevano vendere le loro quote così presi la palla al balzo, pur con tanti sacrifici – racconta Cesare – Ero diplomato isef e non potendo entrare a scuola perché i concorsi per l'abilitazione all'insegnamento erano sospesi, l'unico sbocco lavorativo che avevo era la palestra. Per tre anni avevo fatto l'istruttore alla Futura, a Venturina. Poi ero arrivato al Living Club dove mi occupavo di ginnastica correttiva. Io e Fabrizio siamo stati soci fino al 2006, quando poi la sua quota è stata rilevata da Mirko, a quel tempo studente di scienze motorie a Firenze, ma già istruttore da noi». Il trasferimento. Nel 2009, dopo ventisei anni in via X settembre, il Living Club si è spostato a San Rocco.
«La vecchia palestra era diventata troppo piccola e inoltre aveva bisogno di essere rivisitata negli spazi – spiega Cesare – Già da un po' avevamo in mente un nuovo progetto, una struttura con più attività al suo interno. L'occasione si è presentata quando due imprenditori locali hanno deciso di realizzare un grosso stabile a San Rocco. Ci siamo trovati d'accordo ed è nato il nuovo Living Club, sui cui noi abbiamo investito oltre 400mila euro di materiali. All'interno della struttura anche l'ambulatorio fisioterapico, il centro benessere e il bar, però non gestiti da noi». «E qui è poi nato il problema – interviene Grilli – perché dopo pochi mesi centro benessere e bar sono stati chiusi, decretando quindi fine del nostro progetto di centro polivalente». «La crisi che insisteva, l'adeguamento Istat, la mancanza delle attività collaterali alla palestra, ci hanno spinti ad un cambiamento – sottolinea Macchi – Prima però, ai proprietari dello stabile abbiamo proposto di darci, lasciando invariato l'affitto, anche la gestione del bar e del centro benessere. La risposta negativa ci ha portato ad andare da un'altra parte». A settembre. La nuova struttura, che inaugurerà entro la metà di settembre, si trova in viale Unità d'Italia, nello stabile della famiglia Poggianti. «Naturalmente abbiamo dovuto lottare con i problemi burocratici – sottolinea Cesare – Ad esempio, per avere il gas ci sono voluti ben tre mesi e numerose telefonate di sollecito. E poi l'Asl. Ci hanno fatto presentare una marea di progetti: per l'impatto acustico, per i muri che devono essere resistenti all'incendio per 180 minuti, per i bagni che nelle palestre devono essere presenti nella proporzione di uno per ogni 28 persone. Tanta burocrazia, poi però c'è anche chi tiene corsi in una stanza senza le finestre!» «Per non parlare dello slittamento dei lavori – incalza Mirko – iniziati con 20 giorni di ritardo a causa di un problema, alla fine inesistente, posto dall'ufficio tecnico del Comune. Secondo loro, dovevamo pagare oltre 20mila euro di oneri di cambio d'uso. Obbligo che invece non sussiste per le società sportive». «Ma è normale che il cittadino debba aggiornarsi da solo sulle leggi per evitare di farsi fregare dalle istituzioni?» si chiede Cesare. In trentun'anni di attività sono cambiate molte cose.
«Prima chi aveva una palestra guadagnava – racconta Cesare – nel 1992, quando sono entrato in società con il Lotti, era un discorso che anche economicamente poteva stare in piedi, ti ci potevi costruire la vita. Ora devi lottare. Hai molti costi e tanta concorrenza». «Prima – continua Macchi – avevi i tour spontanei, cioè le persone che da sole si interessavano alle attività della palestra. In un mese venivano anche cento persone ad informarsi. Ora ne verranno cinque». «Bisogna quindi lavorare molto sul marketing – spiega Grilli – chiamare gli ex clienti, proporre promozioni, andare incontro ai nuovi». La crisi e Piombino. «La crisi economica purtroppo si è fatta sentire – interviene Cesare – E la cosa secondo me assurda è che le tariffe di luce, gas e acqua non sono state abbassate, ma aumentate. Le spese fisse che venti anni fa incidevano del 10%, ora incidono del 25%. Invece il prezzo di un abbonamento annuale è poco superiore rispetto a dieci anni fa». L'entusiasmo però sembra non mancare ai due soci e al loro team. «Abbiamo oltre mille persone l'anno, tra cui clienti storici, qualcuno iscritto al Living Club addirittura dal 1983 – dice Macchi – Ho così tanti aneddoti da raccontare che sto pensando di scriverci un libro. Credo che la forza di questa palestra sia sempre stata lo staff qualificato. Edward Sanchez, il nostro istruttore di zumba, tiene lezioni in tutta Europa. Ora abbiamo una quindicina di collaboratori e oltre il 90% degli istruttori sono diplomati Isef o laureati in Scienze motorie. Inoltre, è d'obbligo per tutti noi partecipare continuamente a corsi di aggiornamento».
«Il Living Club, a Piombino, ha portato sempre le novità – continua Macchi – fin dagli anni Ottanta con l'attivazione di corsi di aerobica, e poi lo spinnig, la zumba, la fitbox, il bosu». «Tenersi aggiornati è la nostra regola – precisa Grilli – Dobbiamo essere competenti su tutto». «La nostra giornata in palestra inizia alle 7 e termina alle 22 – dice Cesare – Alla fine non si stacca mai dal lavoro, nemmeno quando si è di festa». «Però, nonostante i tanti pensieri, è un lavoro che dà grandi soddisfazioni – aggiunge Mirko – e la nuova sede, con il doppio degli spazi a disposizione, e la realizzazione di un centro polivalente ci spinge verso un obiettivo che è anche un nuovo punto di partenza». «Alla fine – sorride Macchi – nonostante la crisi, i costi altissimi e la burocrazia, teniamo duro, non ci fermiamo, ma cerchiamo di andare oltre». «Lo deve fare anche questa città – incalza Grilli – Credo che Piombino abbia bisogno di un'iniezione di fiducia, di vedere uno spiraglio, un qualcosa di positivo». «Basta pensare alle poltrone! - si scalda Cesare – Ora più che mai è necessario lavorare per il bene della città e del territorio. Qui il problema non è Piombino, ma una vecchia mentalità che va cambiata». á
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