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Ferrucci (Fials) sull’ospedale «Va potenziato, non ridotto»

Ferrucci (Fials) sull’ospedale «Va potenziato, non ridotto»

PIOMBINO. Abbandonare il modello per intensità di cure e potenziare invece l’ospedale di Piombino. Questo chiede il segretario provinciale del Fials, Massimo Ferrucci, che annuncia di voler dare...

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PIOMBINO. Abbandonare il modello per intensità di cure e potenziare invece l’ospedale di Piombino. Questo chiede il segretario provinciale del Fials, Massimo Ferrucci, che annuncia di voler dare battaglia «contro una direzione aziendale inadeguata» coinvolgendo «nonostante il periodo estivo i lavoratori e le istituzioni. E’ già stata inoltrata una richiesta al sindaco di Piombino e ai capigruppi consiliari».

La vicenda della chiusura della breve osservazione del pronto soccorso dell’ospedale di Piombino, scrive Ferrucci, « è lo specchio più significativo di una direzione aziendale incapace di programmare e gestire. L’Asl 6 non si è dotata del Pal (Piano attuativo locale), l’ultimo risale al 2001, e procede con grande improvvisazione. Tale comportamento è chiaro perché a oggi non è stato definito quali servizi sanitari debbono essere erogati e consolidati nella Val di Cornia. Stiamo assistendo a un loro ulteriore ridimensionamento, nel caso del pronto soccorso a causa della carenza di personale medico saranno aumentati i giorni di degenza, i costi delle prestazioni e il carico di lavoro degli infermieri delle unità operative. Tutto questo per la volontà di risparmiare sui costi del personale, ben sei milioni all’anno per tutta la Asl 6 rispetto al tetto di spesa possibile, mentre da un altro versante la direzione aziendale spende 100mila euro al mese in regime di appalto per la sterilizzazione dei ferri chirurgici che poteva essere effettuata attraverso piccoli adeguamenti strutturali nelle centrali attuali».

Ferrucci aggiunge che «nessuno disturba l’Asl 6. Il sindaco di Piombino e le organizzazioni sindacali confederali hanno condiviso le scelte della direzione Asl e questo è il risultato». Poi ricorda che «Cgil, Cisl e Uil sottoscrissero un accordo con l’Asl nel luglio 2010 in cui si condivideva la costruzione del nuovo ospedale di Livorno e l’organizzazione della Asl su base dipartimentale. In sostanza una compartecipazione con direzione Asl, in epoca Calamai, per disporre un modello organizzativo sbagliato, ridurre il personale e spendere milioni di euro per un manufatto che non sarà più realizzato. Nel corso del tempo i sindacati hanno dato il loro avallo a chiudere il servizio di anatomia patologica e ridimensionare le attività dei laboratori sulla base delle scelte regionali. Mentre tutto questo avveniva qualcuno imbrogliava al gioco e alzava cortine fumogene per nascondere la realtà con convegni con sindaci e direzione aziendale per costruire un nuovo ospedale in Val Di Cornia da ben 160 posti letto in assenza di finanziamenti e per poi condividere a Firenze con la Regione e in Area vasta una loro riduzione per la Asl 6 al parametro del 2,19 per mille contro il 3.15 per mille su base regionale. Il nuovo volto della sanità rappresentato dal potenziamento delle attività territoriali è rimasta una vuota declamazione come la realizzazione della Casa della salute».

Il Fials «vuole realizzare una reale inversione di tendenza» e chiede di «aumentare la capacità di attrazione delle unità operative dell’ospedale di Piombino abbandonando il modello per intensità di cure e investendo su nuove tecnologie e personale attraverso modelli assistenziali adeguati che valorizzino gli operatori. Occorre al contempo dare certezza alla implementazione dei servizi territoriali».

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