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«Solo l’acciaio può riaccendere il motore della città»
PIOMBINO. La vicenda Lucchini al centro del direttivo provinciale Uilm di ieri, alla presenza del segretario nazionale Mario Ghini: «Abbiamo discusso degli ultimi sviluppi, con l'unica offerta...
PIOMBINO. La vicenda Lucchini al centro del direttivo provinciale Uilm di ieri, alla presenza del segretario nazionale Mario Ghini: «Abbiamo discusso degli ultimi sviluppi, con l'unica offerta vincolante del gruppo Jindal. Offerta di cui ancora dobbiamo ancora conoscere i dettagli del piano industriale e l'occupazione che comporterà».
«Su un quotidiano abbiamo appreso che il commissario Nardi ha espresso la propria insoddisfazione al Mise circa l'offerta del gruppo indiano, dal punto di vista economico e occupazionale. Per questo i sindacati di Fim Fiom Uilm hanno chiesto un incontro urgente per avere delucidazioni. Confermiamo che alcune scelte prese dal Governo, per la Uilm, sono gravi e errate: a partire dalla fermata dell'altoforno, in un contesto economico in cui la Germania ne sta riattivando alcuni uguali al nostro».
La Uilm ritiene importanti i contenuti e gli stanziamenti previsti nell'Accordo di programma ma sottolinea l'urgenza che questi non rimangano sulla carta ma si concretizzino nel minor tempo possibile. «Partiamo dalle bonifiche: in attesa della ripartenza degli impianti, rappresentano l'unica possibilità di rioccupazione per i lavoratori delle ditte collocati in cassa integrazione a zero ore».
Sulla questione dell'energia da anni la Uilm denuncia la totale assenza di una politica energetica nel paese ma anche nello stesso territorio. «Chiediamo che per Piombino venga trovata una risposta al problema energetico che rispetti l'ambiente e risponda al requisito di ecosostenibilità, nel contesto di sviluppo complessivo del territorio. Serve un dibattito serio e responsabile: se non si rispetta la salute delle persone, non può esistere l'industria in un territorio. Una corretta politica energetica potrebbe agevolare anche l'Arcelor Mittal - azienda energivora - penalizzata dal costo troppo elevato. Abbiamo avuto l'incontro con il nuovo presidente della parte sud-ovest del gruppo, e abbiamo appreso che da settembre entrerà in produzione anche la zincatura 5. Auspichiamo che questo nuovo assetto porti risultati occupazionali, abbattendo l'attuale percentuale di solidarietà. Chiediamo comunque che Arcelor Mittal torni a investire a Piombino».
La Uilm è convinto che l'obiettivo sia la ripartenza di tutti gli impianti, area a caldo compresa: «Perché solo tornando a produrre acciaio potremo riaccendere il motore della città».
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