Con Elisa, Piombino una piccola Parigi
Al via questa sera in Cittadella (alle 21,30) il ciclo di incontri sul Principato nel periodo della dominazione francese
PIOMBINO. Stasera, in Cittadella, un primo incontro dedicato a come Elisa Bonaparte Baciocchi “immaginasse” architettonicamente la sua Piombino.
Viaggio nell’edilizia storica che viene dopo l’inaugurazione di una mostra (al Castello) intitolata “Feste musica, arte per una granduchessa del Gand Empire” e una conferenza concerto - seguitissima - nel chiostro di Sant’Antimo “Accademia per la Granduchessa Elisa Baciocchi”; dove gli appassionati hanno potuto ascoltare una cantata da un travestimento dell’Alceste di Gluck eseguita per la prima volta a Firenze dopo il 1809 (testo conservato all’Archivio degli immobili-Fondazione del Teatro della Pergola a Firenze).
«Cultura, musica, visione amministrativa, propaganda politica – commenta l’assessore alla cultura Paola Pellegrini – aspetti che si approfondiscono grazie a “I segni di Elisa” per il Bicentenario naleonico. Un programma di pregio che permette di conoscere Elisa, come personalità speculare a quella del fratello Napoleone. E rileggendo il passato, spesso, si finisce per comprendere meglio anche l’attualità». Valido dunque pure il ciclo di incontri sul Principato di Piombino nel periodo della dominazione francese. Stasera alle 21,30 Riccardo Belcari illustrerà i progetti immaginati, realizzati o meno in età napoleonica per la piccola capitale del Principato di Piombino, negli anni 1805-1814. In quel periodo l’edilizia, i progetti urbanistici e il decoro della città furono affidati ad architetti e ingegneri attivi nell’ambito del Principato. In essi si concentrarono una formazione erede dell’illuminista École des ponts et chaussées e quella propria derivata dall’apprendimento e dall’esercizio delle Belle Arti. Talora assimilabili più a funzionari che ad artisti, ebbero responsabilità diverse in quell’intensa attività dettata dalle volontà sovrane di rinnovamento e abbellimento urbano.
Da ricordare che, al Castello, la mostra documentaria “I segni di Elisa” proseguirà fino al 7 settembre. Nella mostra viene evidenziato, appunto, il gusto del bello della principessa Elisa Bonaparte, mecenate di raffinati intellettuali, artisti, musicisti, cultori di antichità. Il nuovo ceto borghese e imprenditoriale che si formava in quegli anni mantenne anche dopo il crollo dell'Impero napoleonico simpatie bonapartiste grazie alla politica di Elisa. A Piombino si ricordava con rimpianto il tempo in cui Elisa aveva trasformato la città in una “piccola Parigi”.
In Cittadella e nella sede espositiva seguiranno gli altri incontri dedicati al governo di Elisa, Principessa di Piombino e di Lucca, poi Granduchessa di Toscana: 31 luglio, ore 21,30, “Romualdo Cardarelli e Napoleone”, a cura di Margherita Cardarelli; 3 agosto, ore 21,30, “Medaglie e monete del Principato di Elisa e Felice Baciocchi”, a cura di Luciano Giannoni; 8 agosto, ore 21,30 “Napoleone e il progetto di altoforno a Rio”, a cura di Umberto Canovaro; 27 agosto, ore 18 ,“Villa Magona”, visita guidata alla “Palazzina delle delizie”, a cura di Mauro Carrara; ore 21,30, film, regia di V. Kaslik e M. Bolognini, “Paganini”; 30 agosto, ore 21 “Da Parigi a Piombino con il telegrafo dei fratelli Chappe”, a cura di Gianpiero Vaccaro.
Cecilia Cecchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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