Il Tirreno

Parte il dragaggio al porto per la nuova banchina, controlli sulle acque

di Guido Fiorini
Parte il dragaggio al porto per la nuova banchina, controlli sulle acque

Accanto allo scavo dei fondali attivato un capillare monitoraggio del mare, dell’aria, dei rumori e della linea di costa

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PIOMBINO. Ora al porto si comincia anche a scavare: la prima draga che sarà chiamata ad alzare i fondali accanto alla nuova banchina è attesa, con lieve ritardo (ha trovato mare mosso e ha dovuto rallentare, viene i brividi a pensare che fra poco inizieranno a trainare la Concordia...), il prossimo 16 luglio. E intorno al 10 agosto ne arriverà una seconda, più grossa. Lavoreranno in tre aree (vedi foto in basso, ndr), due delle quali saranno scavate 24 ore su 24 e la terza, all’imbocco del porto attuale, solo di notte, per non interferire con il passaggio dei traghetti. «Finiremo ad aprile 2015 – spiega Luciano Guerrieri, commissario dell'Autorità portuale –, ma a fine settembre sarebbe stato comunque pronto il corridoio necessario a far passare la Concordia».

Intanto, però, con buon anticipo sull’inizio del dragaggio, è iniziato il monitoraggio ambientale, sotto lo stretto controllo di Arpat. Sono numerosi i parametri ambientali che vengono tenuti d’occhio in modo costante: «Abbiamo prescrizioni chiarissime – spiega ancora Guerrieri – e in caso di minime variazioni, che peraltro ancora non ci sono state, dobbiamo intervenire. Fino alla sospensione dei lavori».

Siamo nel golfo di Follonica, fra Punta Ala e l’Elba, fra la Costa Est e Baratti, il rilancio della competitività industriale e portuale non può certo essere realizzata a scapito dell’economia turistica. «Lo sappiamo benissimo e, a oggi, abbiamo speso già 700mila euro per i controlli: andranno avanti in modo costante. Controlliamo le acque di balneazione e la risposta biologica, ma sono previsti anche il monitoraggio acustico, atmosferico e quello della linea di costa. Quest’ultimo, fra l’altro, è propedeutico al progetto di difesa dell’arenile al quale siamo disposti a contribuire».

L’area monitorata costantemente va dalla punta del Semaforo (sud est del promontorio) fino Torre del Sale, a est della foce del Cornia, spingendosi a largo per 3 km circa.

Oltre alle sonde che leggono i parametri saranno fatti prelievi di acqua. «La sonda misurerà profondità, torbidità, temperatura, potenziale di ossidoriduzione, pH, salinità, conducibilità, ossigeno, idrocarburi. Con i prelievi avremo sotto controllo solidi in sospensione, metalli e idrocarburi policiclici aromatici. Ogni piccola variazione ci troverà pronti a intervenire».

Intanto, ne abbiamo già parlato qualche giorno fa, è iniziato il trasferimento delle prateria di posidonia, dall’area antistante al porto a una larga fascia di fronte a Perelli: «Stiamo spostando tappeti di piante di 4 metri per 4, in modo da preservarle da qualunque tipo di rischio. Stessa costante attenzione la riserviamo all’atmosfera e al rumore. Siamo convinti che questi lavori di adeguamento del porto siano fondamentali per il rilancio di Piombino, ma il rispetto dell’ambiente è una priorità assoluta».

Un ultimo monitoraggio è quello archeologico: «Un professionista del settore seguirà i lavori ogni giorno. La Soprintendenza è attenta: non è stato ancora trovato l’antico porto di Phalesia, risalente all’anno 1000. Le analisi preventive escludono che sia dove scaviamo, però controlleremo».

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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