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Concordia, una petizione l’ultima mossa disperata
“Mare sicuro” è l’iniziativa del Comitato popolare sostenuta dai sindacati «Scegliendo Genova sono state violate delle leggi, il Governo ci ascolti»
PIOMBINO. Una petizione contro la decisione del Governo di trasferire la Concordia a Genova e contro il mancato rispetto delle leggi: perché quel relitto non è una merce da trasportare ma un rifiuto, e come tale avrebbe dovuto essere trattato.
Insomma, come anticipato ieri dal Tirreno, i sindacati tentano un ultimo affondo. Se infatti la petizione battezzata “Operazione mare sicuro” è promossa dal “Comitato popolare” (tra i primi firmatari alcuni Rsu Lucchini, Alessandro Martini, che è anche il portavoce, Cristiano Laccetti, Enrico Eleuteri, Davide Leonelli, Gianluca Rombai), il sindacato l’ha fatta subito propria, con una conferenza stampa in cui ieri mattina Cgil, Cisl e Uil – rispettivamente Mirko Lami, Franco Parri e Carlo Salvadori - hanno spiegato le ragioni dell’iniziativa, subito avviata con banchetti in vari punti della città.
«Ribadiamo, ci sono troppi rischi per l’ambiente – hanno detto i sindacati – visto che su quella nave c’è di tutto. Piombino era e resta il porto più sicuro».
Alla domanda su come sarebbe stato possibile scegliere Piombino per la rottamazione, visto che il porto non è ancora pronto, la risposta è che «dopo due anni e mezzo si poteva aspettare ancora un paio di mesi. Perché spostare quella nave ora è pericoloso anche per il Giglio. A settembre invece il nostro porto sarà pronto, e in quel mese o al massimo a ottobre ci sono molte giornate di bonaccia, con pochi rischi visto che è sufficiente un giorno di navigazione per raggiungere Piombino. Inoltre la città contava molto sulla Concordia per dare una dimostrazione dell’impegno per la ripresa di Piombino. Se il governo vuole può fare molto di più per la crisi che colpisce Piombino: per questo chiediamo che l’Accordo di programma porti fatti immediati e non a lungo termine».
Rispetto al fatto che ormai al Giglio sia avviato il conto alla rovescia e che questa forma di protesta rischia di arrivare fuori tempo massimo, i sindacati si dicono «consapevoli che i giochi sembrano fatti, ma vogliamo raccogliere le firme dei cittadini che vedono scritte leggi poi adoperate a uso e consumo di chi le vuole mettere in atto o non farne di nulla».
Le firme verranno raccolte fino a lunedì, poi verranno consegnate al governatore Enrico Rossi, al sindaco Massimo Giuliani, al presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras, perché le portino a Roma, al Consiglio dei ministri.
Intanto, proprio lunedì, condizioni meteo permettendo, saranno avviate al Giglio le operazioni di rigalleggiamento del relitto, obiettivo lasciare l’isola tra venerdì e domenica.(cloz)
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