Ecomostro, tutta l’estate con le macerie
A Procchio ci sono ancora cumuli di detriti. E intanto l’impresa Giusti pensa a costruire un nuovo centro servizi
MARCIANA. Prima estate senza l’ecomostro, prima estate con le macerie dell’ecomostro. I cittadini di Procchio non si sono ancora liberati del centro servizi i cui lavori sono iniziati nel 2000 e non sono mai terminati. La struttura, un mostro di cemento armato e ferraglie è divenuto, per tutti questi anni, il simbolo negativo della cementificazione selvaggia e dello scandalo giudiziario di Elbopoli. Lo scorso inverno le ruspe dell’impresa edile Giusti di Pistoia, la stessa che 14 anni prima aveva posato le fondamenta del centro servizi, hanno abbattuto lo scheletro dell’ultima palazzina rimasta, riducendo l’area che ospitava l’ecomostro ad un ammasso di inerti da smaltire. Inerti che - fa sapere l’amministrazione - non saranno portati via nei mesi estivi, in piena stagione turistica. Ma la speranza dei cittadini di Procchio è che la burocrazia, le procedure e la girandola di annunci lasci ben presto il campo ai lavori..
Lo smaltimento. A gennaio la Provincia di Livorno ha chiuso la procedura di assoggettabilità alla Via per un impianto mobile per il recupero dei rifiuti inerti non pericolosi da costruzione e demolizione, da situare sulla strada provinciale Portoferraio-Proccio, all’angolo con l’anello occidentale. L’impresa Mannari di Campiglia si occuperà dei lavori che, tuttavia, non sono ancora partiti. «Al momento sono state installate le pompe che per ridurre l’acqua che si è accumulata col tempo nell’area dove sorgevano le palazzine – commenta il sindaco di Marciana, Anna Bulgaresi – la tritatura in loco e lo smaltimento degli inerti non è ancora iniziato. Ritardi? Ci sono stati, ma adesso sarebbe inutile e dannoso iniziare un’operazione invadente che finirebbe per ostacolare la stagione turistica e danneggiare gli operatori». Va da sè che per vedere l’area sgombra dagli inerti si dovrà attendere almeno il prossimo autunno».
Messa in sicurezza. Se le operazioni per liberar la vallata dai residui dell’ecomostro hanno subito dei ritardi, sui quali possono aver contribuito le faccende elettorali, non va meglio ai lavori per la messa in sicurezza dell’area. A gennaio veniva data per imminente dall’amministrazione comunale la partenza del primo lotto dei lavori per la messa in sicurezza del fosso dalla strada provinciale fino al mare passando dentro l’area dell’Hotel del Golfo. E invece? «Anche in questo caso si sono verificati ritardi – dice Bulgaresi – il motivo è da ricercarsi nelle procedure di gara, dal momento che un’offerta pervenuta alla Regione e considerata anomala perché considerata bassa rispetto ai valori di mercato, ha comportato delle procedure burocratiche più lunghe e complesse». Anche in questo caso si dovrà attendere l’autunno per le ruspe in azione.
Il futuro della frazione. In questo contesto resta ancora da definire quello che sarà l’aspetto futuro della frazione di Procchio. Il Comune ha ricevuto dall’impresa Giusti, che non ha mai nascosto la volontà di costruire un nuovo centro servizi nell’area, un nuovo piano attuativo per la trasformazione dell’area. Il Comune, dopo aver richiesto delle integrazioni, ha girato il piano alla Regione Toscana che non si è ancora espressa nel merito della questione. Quel che è certo, in base alla delibera emessa dalla Regione, è che qualsiasi progetto di trasformazione dell’area dovrà essere obbligatoriamente sottoposto al vaglio della stessa Regione, del Comune e del Parco nazionale per poter ottenere il via libera.
(lu.ce.)
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