Un’isola intera in lutto per la morte di Faletti
Un amore viscerale lo legava all’Elba che giudicava come sua seconda casa Ferruzzi: «Persona arguta e intelligente, ha preso la vita per il verso giusto»
CAPOLIVERI. Un amore che era andato ben oltre l’entusiasmo e l’estasi del momento, la fascinazione che ti colpisce in un attimo e poi passa. Giorgio Faletti, scomparso ieri a Torino a soli 63 anni, amava intensamente l’Elba, al punto da eleggerla a suo “naturale rifugio”. Luogo ideale dove, come lui stesso ha più volte ammesso, amava scrivere i suoi romanzi, che in men che non si dica si trasformavano tutti in veri bestsellers venduti a milioni di copie. Un amore viscerale. Autentico, di quelli che lasciano il segno e che vivono per sempre. Come i libri. Ultimo gesto in ordine temporale la sua poesia dedicata all’Elba e che è stata la colonna sonora nella cerimonia di inaugurazione del 18 maggio del Teatro Flamingo a Capoliveri, luogo eletto a sua residenza privilegiata. Doveva essere fra gli ospiti d’onore, quel giorno, poi la malattia lo aveva costretto a stare lontano dall’evento. «Ha lavorato fino all’ultimo – dice Paolo Ferruzzi, docente all’Accademia delle Belle Arti a Roma e animatore delle manifestazioni culturali elbane – Ciò che mi ha maggiormente colpito di lui è stata la gioia di vivere. Persona arguta, intelligente ha preso la vita per il verso giusto lasciando di sé questa immagine. Traspariva nel suo modo di essere, nella maniera con cui avvicinava e trattava le persone questo sua attaccamento alla vita, volendo in ogni occasione trasmettere messaggi di natura positiva, pieni di speranza, come è stato il recente incontro che abbiamo avuto lui ed io con i carcerati dell’istituto di Porto Azzurro in occasione dell’ “Incontro con l’autore” durante la manifestazione che si tiene ogni anno a Forte San Giacomo “Premio Casalini”. Ha di sicuro lasciato un buonissimo ricordo all’Elba». Lo abbiamo visto varie volte, durante le manifestazioni culturali dedicate ai libri e agli scrittori, sul palco nelle piazze dell’Isola. Doveva, fra l’altro, essere presente alla premiazione di Massimo Nava, vincitore del premio La Tore a Marciana Marina. Un premio che quest’anno giunto alla decima edizione sarà a lui dedicato. In occasione della presentazione del libro al centro De Laugier di Franca Santi, in ricordo del produttore cinematografico Nello, suo marito. Faletti è stato giurato nel Premio Giornalistico dell’arcipelago toscano indetto da Anna Porta.
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