«Biodiversità uniche invece che discarica Orti, successo Wwf»
Fulco Pratesi ringrazia: «I volontari salveranno l’ambiente» Dopo Populonia all’Oasi, Pepe: «Sbagliato tagliare i fondi»
PIOMBINO. «Oasi Orti Bottagone, un successo Wwf – appassionato e ottimista, questo resta Fulco Pratesi (babbo del Wwf in Italia, presidente onorario) – Guardate là, un airone rosso giovane, secondo me è nato qui…».
Pratesi, ieri mattina, conclude proprio all’oasi la sua visita in Val di Cornia, cominciata inaugurando (venerdì pomeriggio) la serie di quattro incontri culturali al Castello di Populonia (programma di Noemi Gasperini, Associazione “Amici di Populonia” con la collaborazione della famiglia Gasparri).
Ad Orti ancora la “coppia” del Castello, con Fulco Pratesi, Guglielmo Pepe, giornalista di Repubblica già (anche) direttore del National Geographic. Pratesi visita della zona protetta per sincerarsi dei progressi fatti nella gestione. Compiaciuto nel constatare la bellezza e l'accoglienza del centro visite, apprezzando l’osservazione da torrette e capanni. La fauna ospite premia l’entusiasmo “rendendosi disponibile” alla visione. Pratesi scherza con le operatrici del Centro Guide Costa Etrusca che la gestiscono, con Paolo Maria Politi e Stefano Benucci, fondatori dell’oasi e con altri rappresentanti Wwf e di associazioni locali appassionate di natura e vicine agli interessi dell'oasi (nicchia che sembra così lontano da quel che la circonda: la centrale Enel, la vastissima area industriale ed il porto che oggi - Concordia o no - mira a diventare un polo di rottamazione navale).
«Grazie alla pressione di quanti amano l’ambiente – ricorda Pratesi – quest’area, invece di diventare un cimitero di rifiuti, è un luogo sicuro per biodiversità uniche».
Necessario tenere duro, dopo il taglio di fondi della Provincia. «Le persone vengono a vedere – sottolinea Pepe – e proprio sulla passione di pochi contano le amministrazioni che non garantiscono più sostegno economico». Insomma ancora attenti, puntuali com’era stato nell’incontro a Populonia dove i temi trattati erano stati tanti. Conversazione cominciata da una piuma portata da Pepe; «...è di upupa”» aveva specificato Pratesi mentre l’ex direttore del National G. ricordava quante volte era stato ripreso il giornale dall’allora presidente Wwf quando sbagliava la didascalia a una foto. E il filo conduttore del “gusto per l’ambiente” è passato tra emergenza rifiuti, Tav, cemento che avanza, circhi ... «Ma lo sapete che una cicogna ha fatto il nido nel cuore della Terra dei fuochi?» ogni frase una notizia con Pratesi.
Specie scomparse? «Studiosi hanno individuato il ritorno della foca manaca...» senza dire dove (non si sa mai).
Pratesi: «L’Italia è un paese sfortunato perché a rischio idrogeologico, le leggi ci sono e non si fanno rispettare, i politici non sono interessati al bene comune... ma a vincere le battaglie pensano le migliaia di iscritti delle associazioni ambientaliste. Perché la natura può tutto, va solo lasciata fare, magari evitando di peggiore le cose».
Pratesi-Pepe, pungenti, veri: impossibile non interrompere con applausi. Mica da tutti avere una “nipote orango”. «L’ha cresciuta mia sorella – nei ricordi di Pratesi – per lei il Bioparco di Roma ha realizzato una nuova Casa, più adatta».
Parchi del cuore, domanda di Pepe. «In Italia? Assolutamente il parco d’Abruzzo, parco d’Europa, poi Castelporziano, Palmarola». Fermo, ascolta: «Lo stridio, sono rodini...rondoni quanti! A Roma quasi non di vedono più...». Perché a Populonia c’è l’ultima vera colonia di rondini della Val di Cornia, grazie a un manipolo di volontari Wwf insieme ad altre associazioni ambientaliste, cittadini e imprenditori che guardano lontano. Pratesi sorride, dunque ha ragione.
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