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Sanità, i sindaci elbani sono stufi dell’Asl
Clima teso nella conferenza col direttore Porfido, nel mirino i problemi del pronto soccorso: «L’azienda si è mossa tardi»
PORTOFERRAIO. Gli impegni della Asl per l’Elba non sono stati rispettati. I sindaci elbani sono stufi e chiedono al’azienda sanitaria di riallineare una volta per tutte i livelli qualitativi della sanità elbana a quella delle altre realtà.
La nuova conferenza dei sindaci ha incontrato il direttore generale della Asl 6, Eugenio Porfido, ma il confronto è stato piuttosto acceso. «Aumentano le carenze del nostro ospedale – dicono i sindaci – non ne possiamo più di sentirci dire sempre «le stesse cose, subire sempre gli stessi ritardi e sentire accampare le solite scuse».
L’insofferenza dei primi cittadini elbani è cresciuta sensibilmente in seguito ai problemi riscontrati nel potenziamento del pronto soccorso dell’ospedale. «Innanzitutto iniziamo a parlare di Elba-Piombino e non viceversa – esordisce il sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari – se il parametro di valutazione della nostra struttura è determinato dal bacino di utenza, Piombino non ha affatto numeri superiori a noi. Noi siamo una realtà insulare e turistica e questo non può essere sottovalutato perché in estate i nostri numeri sono nettamente superiori. In inverno andremo alla pari ma in estate noi decuplichiamo».
Il sindaco di Portoferraio chiede all’azienda sanitaria impegni precisi. Se saranno garantiti livelli qualitativi alla pari di altre realtà non ci saranno problemi, altrimenti l’amministrazione del capoluogo «non guarderà in faccia a nessuno e con fermezza e determinazione – annuncia il sindaco – ricorrerà anche a interventi risoluti. Se necessario – ribadisce il primo cittadino di Portoferraio – coinvolgeremo la Regione e lo Stato, fino all’Unione Europea».
Alla sua prima conferenza dei sindaci sulla sanità il sindaco di Campo nell’Elba, Lorenzo Lambardi si è trovato di fronte a una discussione molto accesa. «Ci sono molte questioni irrisolte – ha confermato -– e questo è inaccettabile quando si parla di sanità». Dai ritardi per la realizzazione della camera calda, all’ascensore rotto da due anni, alla carenza di personale del pronto soccorso, alla sostituzione del dottor Angelo Testa. «Il problema riguarda la qualità dei servizi, troppo limitati – dice Lambardi – I medici lavorano al limite delle loro possibilità e questo non più tollerabile». Lambardi suggerisce all’azienda sanitaria una soluzione al problema del reperimento del personale che rifiuta di venire all’Elba a causa dei costi di alloggio: maggiore coinvolgimento delle amministrazioni comunali e meccanismi di premialità. «Si chieda ai Comuni – afferma – la disponibilità di locali per sopperire alla richiesta di affitto da calmierare. Campo è disponibile ma resta il fatto che sono questioni da prevedere ben prima del 25 di giugno».
Anche il sindaco di Marciana, Anna Bulgaresi, è critica: «Non si può arrivare all’estate per risolvere i problemi. Siamo a luglio e quanto concordato non c’è – dice – alcune cose sicuramente sono state fatte. Ma non è abbastanza. Siamo stufi di questa situazione». La soluzione? Secondo Bulgaresi la riclassificazione dell’ospedale. «È il nostro obiettivo – conferma – in questo modo potremmo risolvere gran parte dei problemi. Penso sia un percorso da intraprendere urgentemente per uscire da questa eterna emergenza».
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