«Rimborsi bassi, così non sopravviviamo»
L’allarme del governatore della Misericordia Meloni: pochi soldi per coprire i costi dei servizi
PORTOFERRAIO. Misericordie toscane in difficoltà economiche per i rimborsi troppo bassi, le piccole realtà sono quelle più in crisi.
Il governatore della Misericordia di Portoferraio, Simone Meloni, ha condiviso l’appello del presidente della Federazione delle misericordie toscane per l’adeguamento dei rimborsi per la gestione del sistema di emergenza sanitaria. «I rimborsi per ogni punto di emergenza nella Regione Toscana sono di 88 mila euro, mentre nel Lazio sono di 288 mila euro e in Lombardia addirittura 390 mila euro – ci dice Simone Meloni, governatore della Misericordia di Portoferraio – i rimborsi in toscana non sono più stati aggiornati dal 1999 ma i costi del carburante, dei mezzi di soccorso e della loro manutenzione sono notevolmente cambiati».
In base alla legge le associazioni di volontariato che si occupano di assistenza sono entrate a far parte del sistema sanitario nazionale e sono perciò obbligate a garantire determinati servizi, tra cui la presenza su ogni ambulanza di tre persone. In Toscana i punti di emergenza sono ben 140 e vivono soprattutto grazie al fenomeno del volontariato che nella nostra regione è straordinariamente presente. «La Misericordia di Portoferraio ha due dipendenti – ci spiega Meloni – perciò per garantire i servizi ci affidiamo ai volontari che comunque hanno un costo perché devono essere formati e deve essere fornita loro l’attrezzatura per poter lavorare. Chiediamo soltanto che i rimborsi coprano il 50% delle spese». Senza un adeguamento dei rimborsi ai costi reali di mantenimento dei centri d’emergenza, sarà sempre più difficile garantire la continuità dei servizi e l’unica alternativa sarebbe tornare al vecchio regime, ma ciò non è possibile dal momento in cui le associazioni di volontariato ormai sono parte integrante del sistema sanitario della Regione. Alla protesta del governatore della Misericordia Meloni si è aggiunta quella del presidente della Croce Verde di Portoferraio, Paolo Magagnini: «Condivido pienamente quanto detto dal governatore della Misericordia – spiega – se si pensa che i rimborsi stessi sono fermi (16,94 euro per un servizio che viene svolto in emergenza a Cavo o a Marciana) con l’aumento del carburante, assicurazione e non meno il costo di una ambulanza e attrezzature adeguate per l'emergenza, come fanno le associazioni di volontariato a sopravvivere?». ( v.c)
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