Meteo
Ha la sclerosi multipla, le negano lo scivolo condominiale
La struttura è fuori norma e ora scade l’accordo con gli altri condomini. La signora Margherita: "Senza lo scivolo sarò prigioniera in casa"
PIOMBINO. «Da un momento all’altro arriveranno gli operai per togliere lo scivolo e io mi sento male solo all’idea». Ha la voce che le trema Margherita mentre parla del suo problema. «Lo leveranno e così io non potrò più uscire da sola. Diventerò prigioniera in casa mia», continua la donna. Margherita Trombone vive in via Boccaccio da tre anni, nell’abitazione acquistata dalla figlia e dal genero. Al piano terra. «Non potrei fare diversamente – spiega – Ho 74 anni e la sclerosi multipla. Sono invalida al 100%, mi muovo grazie al mio carrello, ma non posso assolutamente salire e scendere le scale, neppure quei due scalini all’interno del portone. Finora mi sono servita dello scivolo ma adesso mi costringono a toglierlo. Chi? Gli altri condomini».
La signora Margherita abita nel palazzo da tre anni, insieme alla gatta tricolore Micia. Il problema degli scalini è nato da subito, risolto con l’installazione di uno scivolo da sempre considerato non a norma dal resto dei condomini, tutti (a eccezione di un solo caso) proprietari come Margherita. Sin dal principio appare chiaro che lo scivolo così com’è non può starci, tanto che si arriva a un accordo dove si stabilisce la natura transitoria del piano inclinato. «Grazie a un bravo avvocato sono riuscita ad arrivare sino a oggi, ma entro il 30 giugno va tolto – dice Margherita – Da un giorno all’altro gli operai inviati da mia figlia verranno a togliere lo scivolo».
La donna non discute la non conformità dello scivolo né l’accordo di tre anni fa. Tutti i suoi pensieri vanno a quello strumento che ancora la fanno sentire indipendente e libera. «Parlano di scivolo non regolamentare, potenzialmente pericoloso – spiega Margherita – Ma per me sono solo scuse. Come si fa a non capire che per me è uno strumento fondamentale?». Parla con vigore e determinazione la 74enne originaria dell’isola d’Elba, arrivata a Piombino oltre 40 anni fa. Rimasta vedova troppo presto, con due figli «che giustamente hanno la loro vita e che non posso chiamare ogni volta che voglio uscire. E comunque, anche facendomi aiutare, senza scivolo, potrei cadere». Una soluzione che troverebbe d’accordo gli altri condomini? Un elevatore. «Ma costa ottomila euro, che non ho, e comunque per me che ho problemi di equilibrio non sarebbe adatto. Ero tranquilla con il mio scivolo…». Lascia sospesa la frase Margherita, prima di ritrovare quello spirito combattivo che non le permette di cedere di un centimetro. «Esco con le amiche, mi accompagnano sino al portone, ma entro ed esco da sola, sono autosufficiente», dice orgogliosamente appoggiandosi al carrello che le permette di muoversi. «Non mi voglio arrendere».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
