Italia
Da Renzo Piano alla Grande guerra, i temi dei maturandi
Gli studenti elbani alle prese con la prima prova d’esame Ansie e paure, poi il sollievo: «Le tracce erano fattibili»
PORTOFERRAIO. E una. La prova scritta di italiano all’esame di Stato è superata. Stamattina, seconda prova di indirizzo (ovvero matematica allo scientifico, greco al classico e lingua straniera al liceo linguistico) per i quasi duecento studenti elbani, per finire poi lunedì prossimo con la terza prova e infine gli orali.
A giudicare dalle prime reazioni non deve esser stato un esame troppo difficili: le tracce, secondo i ragazzi, erano abbastanza prevedibili come quella di storia che, nel centesimo anniversario della Prima Guerra mondiale, proponeva un confronto tra «l’Europa del 1914 e quella del 2014: quali le differenze?». I candidati erano invitati a cogliere le differenze dell’Europa di allora confrontandole con l’attuale realtà continentali. Seguiva poi il tema di ordine generale. Era proposta una frase tratta da «Il rammendo delle periferie», articolo di Renzo Piano, architetto e senatore a vita, pubblicato nel gennaio scorso sul Sole 24 Ore in cui l’autore ammetteva la bellezza del nostro Paese, ma allo stesso tempo la fragilità delle città, in particolare delle periferie lasciate a loro stesse e concludeva: «Questo vogliamo lasciare in eredità? Le periferie sono la grande scommessa urbana dei prossimi decenni. Diventeranno o no pezzi di città?». Concludevano la terna i versi di Salvatore Quasimodo della poesia «Ride la gazza, nera sugli aranci».
Apertura dei cancelli puntuale alle 8,30, ma in tutte le scuole superiori di Portoferraio l’esame non è iniziato prima delle nove e cinque. Il maggiore ritardo si è verificato nella commissione che si è recata presso l’istituto carcerario di Porto Azzurro. A parte l’emozione dei primi momenti, l’ansia di conoscere le tracce, poi tutto è andato per il verso giusto. I maturandi avevano a disposizione tempo fino alle 15; ma c’è chi già alle 13 era fuori dei cancelli. Al Cerboni fra i primi a uscire Niccolò Ginanneschi (geometri). «Erano tutti titoli molto abbordabili. Ho creduto opportuno fare quello sulle periferie delle nostre città. Ho fatto riferimento al mio vissuto, ma poi a Tokyo e Rio De Janeiro con la triste realtà delle favelas. Penso di aver fatto un buon lavoro. O almeno spero». Anche Marco Ferrari, Geometri, ha scelto lo stesso argomento, puntando soprattutto sul fatto che «bisogna valorizzare la ricchezza contenuta nelle periferie delle megalopoli sia dal punto di vista economico sia a livello occupazionale».
Valeria Ferrà, turistico, di Porto Azzurro, ha preferito fare il saggio breve, come anche Anita Borelli, Geometri. Invece Camilla Martorella di San Piero (Sirio) ha optato per commentare la frase di Renzo Piano. Al liceo Foresi si è dovuto attendere le 13,30 per salutare i primi studenti a uscire dal Grigolo. Luca Ferrari (scientifico) ha scelto Renzo Piano perché ha preparato per l’orale una tesina sulla robotica, per cui riteneva l’argomento attinente alle sue ricerche. «Non mi ha fatto paura il compito di Italiano – ha concluso – temo di più l prova di matematica».
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