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MENTRE IL PD annuncia novità

Coppola: «Si sapeva che la Concordia non sarebbe venuta»

Coppola: «Si sapeva che la Concordia non sarebbe venuta»

PIOMBINO. Concordia: mentre oggi il Pd preannuncia novità (non si sa di che genere) in una conferenza stampa convocata nel pomeriggio nella sede di via Polo, c’è chi come Luigi Coppola (Udc) continua...

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PIOMBINO. Concordia: mentre oggi il Pd preannuncia novità (non si sa di che genere) in una conferenza stampa convocata nel pomeriggio nella sede di via Polo, c’è chi come Luigi Coppola (Udc) continua a spiegare perché secondo lui il relitto non arriverà mai a Piombino.

«La diffidenza è sempre stata a tutti i livelli percepibile - dice Coppola - nonostante ciò si è continuato a raccontare che invece le probabilità erano molte. I dubbi ci sono sempre stati per motivi oggettivi, in primis le capacità di terminare i lavori di ampliamento del porto nei tempi dovuti, anche se sono apprezzabili gli sforzi in tal senso, ma soprattutto che vi fossero investitori veri, ossia con i soldi, interessati a creare un polo di rottamazione navale proprio a Piombino. Lo stesso tanto sbandierato Accordo di programma non dà garanzie specifiche in tal senso, visto che lo Stato non ci può mettere i soldi e pertanto la palla è in mano, nolente o volente, ai privati».

«Spiace - prosegue Coppola - che in questa città chi tende a cercare concretezza superando i tradizionali slogan propagandistici venga ogni volta tacciato con l’appellativo di “gufo”, come se la ricerca della verità disturbasse qualcuno e appartenesse a una concezione estranea a questo territorio. Peraltro vi sono anche coloro che pregiudizialmente sono contrari all’arrivo della Concordia a Piombino per motivi di impatto ambientale, visto che un polo di rottamazione navale non produce caramelle».

«Nel frattempo - aggiunge Coppola - mentre tutta l’attenzione è rivolta alla Concordia, che peraltro segue un percorso istituzionale e non sono certo le spinte locali che possono decidere sulla definitiva destinazione, anche se dovesse venire a Piombino vi è un’economia locale in totale caduta, che non può prescindere da palliativi che sono il risultato di eventi catastrofici. Già da questo mese, a causa degli ammortizzatori sociali, mancheranno poco meno di 2 milioni di euro dalle tasche dei piombinesi con implicazioni pesantissime sui consumi. Siamo in estate e il fenomeno si attutisce, ma da novembre in poi inizieranno i problemi seri, oltretutto al netto di eventuali sviluppi ancora incerti per la Lucchini, con la fine oramai certa dell’area a caldo, e sperando in una ripresa per la Magona, le prospettive sono sempre meno entusiasmanti, per non dire profondamente incerte».

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