Il presidio
Concordia, serve un accordo con Genova
Mirko Lami (Cgil): sinergie sono possibili ma solo se l’atteggiamento dell’autorità portuale ligure cambierà
PIOMBINO. «Le parole del Presidente dell’Autorità Portuale di Genova che chiede a tutti di ringraziare perché se la Concordia saà smaltita in Italia sarà grazie a Genova, sono semplicemente vergognose».
Così si esprime Mirko Lami, neocoordinatore Cgil, rispetto all’intervento di Luigi Merlo, capo della Port Authority genovese, molto sicuro che ormai il relitto della Concordia approdi a Genova, quanto sprezzante nei confronti di Piombino, «dove non sono ultimati i lavori – ha dichiarato Merlo – per poter ospitare la nave. E qualora la struttura fosse pronta, Piombino dovrebbe ancora dimostrare di avere i cantieri, le professionalità, le infrastrutture, i servizi, il know-how per fare l’intervento».
«A Merlo, che dovrebbe fare un gesto di umiltà e chiedere scusa – risponde Lami – dico che il danno provocato da Costa Crociere è avvenuto all’isola del Giglio, che gli ricordo essere in Toscana. Qui ci sono condizioni, spazi e professionalità per smantellare la Concordia. In ogni caso ci potrebbero essere anche soluzioni di equilibrio tra Piombino e Genova ma non con questo approccio».
Ma quali sono le possibili sinergie tra Genova e Piombino? «La verità – dice Lami – è che nell’ipotesi di un trasferimento in Liguria, in realtà la Concordia non andrebbe a Genova che non è in grado di ospitarla così com’è, ma a Voltri, dove la nave dovrebbe essere “alleggerita” prima di tornare a Genova . Allora questo lavoro potrebbe essere fatto a Piombino, con lo smontaggio degli interni e il taglio fino alla coperta, Questo significherebbe dare lavoro agli operai della Lucchini per un periodo, poi la nave potrebbe andare a Genova. E così si eviterebberoi i rischi ambientali di un viaggio lungo con la nave i quelle condizioni. Questa sarebbe una discussione seria da fare con Genova».
La questione dei rischi ambientali è poi rilanciata dalla dichiarazione del prefetto Franco Gabrielli a Radio Capital, quasi una provocazione in senso stretto: secondo il capo della protezione civile, infatti, il tratto di mare tra la Corsica e l’isola di Capraia è tra i più problematici per via degli sversamenti delle petroliere e, dunque, se la Concordia dovesse andare a Genova seguendo quella rotta, «credo che più che sporcare puliremo un pezzo di mare non particolarmente pulito»:
«Forse Gabrielli fa finta di non sapere – dice Lami – che per rimuovere dai serbatoi il carburante si è dovuto iniettare acqua calda, che ora è rimasta all’interno in enormi quantità mescolata con metalli pesanti. Poi all’interno ci sono tonnellate di batterie, acque nere.... Quello che spero è che tra domani (data della conferenza dei servizi istruttoria ndr) e il 26 quando sarà presa le decisione, non ci sia solo la nostra voce ma si facciano sentire anche Confindustria, Cna, e magari il sottosegretario all’Ambiente, Silvia Velo». (cloz)
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