Il Tirreno

Giannoni s’insedia ed è già sotto attacco

Giannoni s’insedia ed è già sotto attacco

Un forte danno erariale da elusione per il villaggio di Poggio Castelluccio, la minoranza pronta a rivolgersi in Procura

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MONTEVERDI. C’è del marcio al villaggio turistico-residenziale di Poggio Castelluccio? Nel primo consiglio comunale post-elezioni l’opposizione (Nevio Venturi capogruppo, Alessio Anselmi e Matteo Di Bello consiglieri, lista civica di centrodestra) solleva l’interrogativo e prospetta un danno erariale da elusione: sarebbe stata concessa la residenza a chi non ne avrebbe avuto diritto, con vantaggi privati e danni pubblici da minori entrate per il comune. Accusa grave, tutta da dimostrare, naturalmente. Ma se questo è il clima del primo giorno, è facile prevedere che la navigazione del nuovo consiglio comunale sarà alquanto tormentata.

«Andremo in Procura, dalla guardia di finanza, alla Corte dei conti se le regole non saranno rispettate» annuncia Venturi. Poco prima il sindaco Giannoni aveva rivolto l’appello a trovare soluzioni a problemi difficili nella sede propria del Comune evitando le estremizzazioni, come accadde con la vicenda dei ruderi trasformati in villette: amministratori e decine di cittadini sotto inchiesta, quattro anni di indagini, lavori avviati fermi, danni complessivi per oltre un milione e infine tutti assolti.

«Quando siamo stati uniti – sottolineava il primo cittadino – abbiamo vinto superando enormi difficoltà: questo è stato il teleriscaldamento, la vittoria di tutti i cittadini. Quando ci siamo divisi, abbiamo perso tutti. Confrontiamoci, e superiamo contrasti e gelosie personali». Carlo Giannoni è sindaco di Monteverdi per la terza volta consecutiva alla guida di una lista civica di centrosinistra. Ha annunciato la nomina di Alessandro Ferri a vicesindaco e assessore, mentre il secondo assessore sarà Claudia Giomi non appena modificato lo statuto comunale che al momento vieta l’incarico di assessore a chi lo ha fatto – è appunto il caso di Giomi – già per due mandati.

Dopo il giuramento e le note dell’Inno di Mameli, Giannoni ha ricordato i punti salienti del suo programma elettorale, ha elogiato il lavoro di gruppo della precedente amministrazione e l’impegno garantito dai nuovi eletti (Carlo Quaglierini, Carlo Macchioni, Alessandra Luisini, Michele Benucci, Claudia Giomi, il capogruppo Francesco Govi oltre al neovicesindaco Ferri).

«Sarò – ha concluso un intervento molto pacato – il sindaco di tutti quelli che vogliono bene al nostro paese». A seguire, l’intervento di Nevio Venturi: tra polemica con punte aspre nei confronti di Giannoni e al tempo stesso rivendicazione del proprio ruolo positivo, come decennale funzionario del comune, in importanti realizzazioni a fianco di Giannoni. E ancora: «La nostra campagna non è stata capita, non abbiamo perso perché non c’era nulla da vincere… non fare il sindaco nelle condizioni in cui versa l’Italia, ed in particolare il nostro Comune è per me una vittoria». E offre un involontario assist alla maggioranza quando l’accusa di aver diviso il paese fomentando l’odio e il livore. Infatti a stretto giro gli risponde il capogruppo Govi: «Abbiamo vinto con quasi il 75% dei voti, questo è un paese coeso che ha apprezza i fatti concreti e non le parole». Nel prosieguo del dibattito sono intervenuti Alessio Anselmi («abbiamo proposto l’utopia della democrazia diretta, prendiamo atto dei risultati. In Comune vigileremo con correttezza»), Carlo Quaglierini («da amici leali dei cittadini non diremo sempre sì…attenzione alle nuove possibilità offerte dall’Europa»), Matteo Di Bello («faremo il pelo e il contropelo su ogni atto dell’amministrazione». Una serie di atti di legge concludevano questa prima riunione del Consiglio, in via eccezionale nella sala polivalente. Riunione molto condizionata dalle durezze della campagna elettorale, ma d’ora in avanti si amministra. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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