Italia
I due cani fanno amicizia ma lui finisce in carcere
PIOMBINO. Due cani che si annusano, fanno amicizia. E uno dei due padroni che viene riconosciuto dall’altro, carabiniere, e arrestato. E’ avvenuto venerdì e alle Sughere è finito il quarantenne Mario...
PIOMBINO. Due cani che si annusano, fanno amicizia. E uno dei due padroni che viene riconosciuto dall’altro, carabiniere, e arrestato. E’ avvenuto venerdì e alle Sughere è finito il quarantenne Mario Stefanizzi. L’uomo infatti non doveva essere lì, in quanto già agli arresti domiciliari da un paio di mesi, quando i carabinieri lo trovarono in possesso di circa 70 grammi di marijuana già confezionata in dosi e destinata allo spaccio. Nonostante il provvedimento del giudice, l’uomo secondo i carabinieri aveva continuato a spacciare. Negli ultimi quindici giorni infatti i militari gli avevano sequestrato in più occasioni ulteriori 40 grammi di erba e bilancini di precisione, segno inequivocabile secondo gli investigatori dell’attività di cessione della droga posseduta.
Tanto che, pur con i nuovi limiti di pena previsti dalla nuova legge 79/14 che non consentono la custodia cautelare in carcere per i casi di lieve entità, i carabinieri avevano chiesto al giudice l’aggravamento della misura applicata all’uomo ritenendola inadeguata per il comportamento da lui tenuto.
Nel pomeriggio di venerdì però un carabiniere libero dal servizio stava portando a passeggio il proprio cane quando l'animale si è soffermato ad annusare un altro cane condotto da una persona. E' stato naturale un contatto ravvicinato dei due padroni degli animali che ha permesso al carabiniere di riconoscere Stefanizzi.
L’uomo è stato pertanto arrestato per evasione e trasferito in carcere a Livorno dove rimarrà anche dopo la convalida del provvedimento, perché colpito nel frattempo dall’ordinanza di aggravamento del giudice.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
