Il presidio
«Demanio, batti un colpo sul Villaggio Paese»
Il sindaco Galli: ancora poche certezze sull’enorme lista di beni chiesti all’Agenzia E intanto il Comune di Capoliveri ottiene gratuitamente l’ex miniera di Calamita
PORTOFERRAIO. Ci sono terreni, appartamenti, fabbricati dismessi ed enormi aree ex minerarie abbandonate. Un patrimonio enorme posseduto dal Demanio sul territorio insulare che, in virtù dell’approvazione in Parlamento dell’articolo 56 bis del decreto del fare, può essere trasferito, a titolo gratuito, agli enti locali che ne hanno fatto richiesta. L’opportunità, è ovvio, non è passata inosservata ai Comuni elbani. Tra questi è di certo Rio Marina la realtà che si è messa più in gioco, chiedendo alcuni beni importanti dal punto di vista strategico, come i terreni di “Villaggio Paese”, i Voltoni del porto e l’officina San Jacopo. «Non abbiamo ancora ottenuto le risposte alle nostre richieste – fa sapere il sindaco di Rio Marina, Renzo Galli – e finché non avremo un quadro complessivo di quali beni ci saranno trasferiti non potremo elaborare un piano». Il riferimento di Galli è al ritardo con il quale l’Agenzia del Demanio sta rispondendo alle richieste del Comune alle schedature presentate.
Il caso di Rio Marina. «Siamo in una situazione di stallo – spiega il sindaco – il Demanio avrebbe dovuto dare le risposte sperate entro i primi giorni di marzo, a quel punto il Comune avrebbe avuto 120 giorni di tempo per confermare le richieste. Ma ad oggi troppi beni sono ancora sospesi». Tra i beni richiesti, seppur con dei distinguo da fare, figurano i fabbricati dell’ex compendio minerario di Villaggio Paese: oltre 47mila metri cubi di volumi che il Demanio a più riprese ha provato a vendere senza successo. «Ci risulta che il Demanio abbia trasferito il bene a una società in house (legata alla Cassa Depositi e prestiti ndr) – fa sapere Galli – noi avremmo preferito gestire il bene in modo diretto». Ma la partita di Villaggio Paese non è l’unica a creare apprensione al Comune di Rio Marina. L’ente ha puntato molto sul trasferimento dell’ex Officina San Jacopo sulla quale, da tempo, si era attestato l’interesse di una società privata che avrebbe realizzato nel fabbricato dismesso un centro commerciale. Ma l’impossibilità di poter predisporre un progetto e ottenere finanziamenti su un bene in concessione (non ancora trasferito dal Demanio al Comune) ha congelato l’interessamento privato. «È per questo motivo che chiediamo che le risposte ci vengano date in tempi rapidi», insiste il sindaco Galli. Il patrimonio demaniale richiesto dal Comune di Rio Marina è smisurato: in questo sono inclusi anche i “voltoni” del porto, per i quali si pensa a una riqualificazione commerciale e alcuni fabbricati a Cala Seregola. Una risposta - negativa - è invece arrivata sul passaggio del palazzo di Pons de l'Hérault, considerato bene culturale e quindi non trasferibile. Ed è proprio per fare il punto sulle partite ancora sospese che il sindaco di Rio Marina ha chiesto e ottenuto per martedì un incontro con l’Agenzia del Demanio.
La miniera passa al Comune. Se il caso di Rio Marina resta sospeso, il Comune di Capoliveri ha già ottenuto il via libera alle sue richieste, formulate nei mesi scorsi. «Il Demanio ci ha fatto pervenire parere favorevole al trasferimento di 6 appartamenti sopra via Luperini – commenta il sindaco Ruggero Barbetti – un parere favorevole che è stato ribadito anche per la miniera dismessa di Calamita. Gli uffici stanno portando avanti le procedure: la nostra idea è quella di recuperare l’ex miniera a fini turistici, sulla linea di quanto è stato fatto al Ginevro». E se Porto Azzurro ha chiesto al Demanio solo i fabbricati dismessi compresi nell’ex area mineraria di Terra Nera, Capo Bianco e Ortano, il Comune di Marciana ha già ottenuto l’ok del Demanio per il trasferimento della Casa del Fascio di Poggio e l’ex poligono.
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