Se la pelle indurisce colpa della sclerodermia
La pelle diventa dura e si raggrinzisce ogni giorno di più. Spesso si ulcera, mentre mani e piedi all’improvviso diventano fredde e violacee. Così, per mille e 500 persone in Toscana, il futuro...
La pelle diventa dura e si raggrinzisce ogni giorno di più. Spesso si ulcera, mentre mani e piedi all’improvviso diventano fredde e violacee. Così, per mille e 500 persone in Toscana, il futuro individuale e sociale diventa difficile. E’ la sclerodermia, una malattia autoimmune ( le cellule dell’organismo agiscono contro sé stesse per motivi sconosciuti), con un rapporto 10 ad 1 per le donne. Cambiano anche i lineamenti del viso. Ma la produzione esagerata della sostanza di sostegno ( collagene) e le lesioni vascolari coinvolgono al contempo cuore, polmoni, reni, sistema digestivo. Poco conosciuta e spesso sottovalutata, può avere un esito fatale, mentre una diagnosi tempestiva è in grado di ritardare la disabilità e salvare la vita. Si dimostra quindi necessaria una capillare informazione – hanno sostenuto all’incontro stampa di Milano l’Associazione Italiana ed il Gruppo Italiano per la Lotta alla Sclerodermia (www.ails.it – www.sclerodermia.net) . Ed In tal senso la Toscana (assieme al Piemonte)è l’unica regione italiana a considerarla quale malattia “rara”. A causa di una difficile comunicazione fra medico e paziente – si è precisato – il 30% dei malati non è in sostanza a conoscenza del fatto che esistano specifici trattamenti locali, mentre il 33% non assume farmaci specifici per la riduzione della comparsa di nuove ulcere. La speranza dei malati è dunque rivolta alla consapevolezza che esistano centri ospedalieri specializzati, dedicati alla cura ed alla prevenzione delle ulcere digitali e delle complicazioni tipiche della sclerodermia. L’auspicio – si è concluso – è quindi la presenza d’una efficace collaborazione fra operatori sanitari, associazioni e pazienti per aprire una prospettiva concreta di precoce diagnosi, controllo della progressione clinica della malattia e la ricerca d’interventi curativi più mirati ed efficaci.
Gian Ugo Berti
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