Il Tirreno

Anselmi: Pd locale viscido, qui il merito non conta

di Cristiano Lozito
Anselmi: Pd locale viscido, qui il merito non conta

Fabiani non ci sta: «Ora basta, serve rispetto per Sivia Velo e per i militanti Quelle dell’ex sindaco sono posizioni ingiustificabili per via di un incarico»

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PIOMBINO. Chi pensava che quello di Gianni Anselmi contro Silvia Velo e il Pd fosse un semplice sfogo, si sbagliava di grosso: ieri mattina l’ex sindaco si è ripresentato su Facebook e, se possibile, ha rincarato la dose, spostando la polemica più espressamente sul piano politico. Accuse durissime, concluse definendo il Pd locale «partito viscido» che, dopo il tentativo di chiudere il caso da parte del segretario Valerio Fabiani e della stessa Silvia Velo, stavolta sembrano invece preliminari a una resa dei conti dall’esito imprevedibile.

«Ora basta – dice Fabiani – se l’ex sindaco vuole dare un contributo le cose che scrive su fb venga a dirle al partito». Ma a rispondere ad Anselmi stavolta sono anche singoli dirigenti e organismi del partito, offesi per le sue dichiarazioni.

Nel suo post di ieri Anselmi, riferendosi alla sua mancata candidatura alle primarie 2012 per il Parlamento, sostiene che in realtà «il punto è politico, non personale, e attiene alle logiche di funzionamento del Pd locale, nel quale il merito, il lavoro e il consenso contano niente (salvo rare eccezioni) rispetto a dinamiche basate sui rapporti personali. Quella che io definisco da tempo l'”ipocrisia della ditta”».

In questo senso per lui l’esempio perfetto sono le dichiarazioni al Tirreno del segretario Fabiani, «che occhieggia ai renziani (ora gli fanno comodo), si limita a parlare di luci e ombre nel risultato elettorale minimizzando gli evidenti fallimenti (Suvereto, Portoferraio, Rio Elba, consiglierei di guardare i dati di San Vincenzo e Campiglia ma anche di Piombino), parla di territorio solleticando chi ha patito il necessario ruolo di Piombino in questi anni».

Sul fronte elettorale quindi per Anselmi «a Piombino abbiamo vinto al primo turno e il Pd ha retto perché il candidato era in continuità con la giunta, ed è stata premiata un’esperienza di governo che, essa sì, ha rappresentato il Pd».

Altre accuse a Fabiani arrivano per la dichiarazione del segretario che aveva dipinto la firma dell’Accordo di programma come il risultato della mobilitazione dei lavoratori. «Lo so bene, io c’ero sempre, a differenza di altri – dice Anselmi – Peccato che senza il lavoro del Comune, che lo ha concepito, articolato, emendato, per larghe parti scritto, l’Accordo non ci sarebbe stato. La Regione ed Enrico Rossi hanno dato un apporto decisivo, ovviamente, con peso e risorse. Così come la Concordia nasce da una nostra idea».

Dichiarazioni che hanno imposto a Fabiani una reazione ben più decisa di quella del giorno prcedente: «Anselmi deve smetterla di mancare di rispetto a Silvia Velo e a tutti coloro che hanno lavorato alla campagna elettorale – dice il segretario di federazione – a cui invece bisogna solo dire grazie. Per quanto riguarda le analisi del voto siamo abituati a farle in modo collettivo, cioè con tutti coloro che hanno lavorato per l’obiettivo comune. Posizioni del genere, ingiustificabili per via di un incarico, non fanno che indebolire il partito, che pure ha appena ricevuto la fiducia dei cittadini».

Esprime «dispiacere» Francesco Lolini, candidato a sindaco del Pd a Suvereto, «perché Anselmi strumentalizza la nostra sconfitta a Suvereto. E’ scorretto da parte sua tirarsi furi dal fallimento delle politiche sovracomunali, in una questione su cui egli stesso ha avuto grandi reponsabilità».

Il coordinamento del Pd di Campiglia si dice «indignato pe la mancanza di rispetto verso chi la campagna elettorale l’ha fatta con impegno e serietà. Le difficoltà di aggregazione della Val di Cornia di questi anni sono frutto anche e soprattutto del ruolo dell'ex sindaco di Piombino, il quale ha governato il maggiore Comune per importanza e dimensioni ed ha contribuito a impedire l'Unione dei Comuni che sia Campiglia che la Federazione hanno sempre spinto e favorito, che forse avrebbe evitato il referendum e la successiva sconfitta a Suvereto».

Infine Pino Coluccia, uscito sconfitto dalla competizione elettorale a Rio Elba, esprime solidarietà a Fabiani e rivolgendosi ad Anselmi parla «di una caduta di stile che non ti fa onore, che se mantenuta non aiuta a costruire un bel nulla e rischia solo di alimentare inutili e dannose contrapposizioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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