Il Tirreno

Ecco i modelli sensoriali di opere d’arte

PIOMBINO. Tre modellini per raccontare meglio i reperti del museo di Cittadella e il parco archeologico di Baratti. Il progetto si chiama «Un museo in tutti i sensi»: la giunta lo ha approvato la...

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PIOMBINO. Tre modellini per raccontare meglio i reperti del museo di Cittadella e il parco archeologico di Baratti. Il progetto si chiama «Un museo in tutti i sensi»: la giunta lo ha approvato la scorsa settimana dopo che la Regione, a sua volta, ha approvato la graduatoria che inserisce il museo tra i beneficiari del finanziamento previsto dal più ampio progetto «Musei di qualità al servizio dei visitatori e delle comunità locali».

La cifra concessa, 30mila euro, a fronte dei 40mila previsti per la realizzazione dei tre modellini, che riguardano altrettante importanti realtà del nostro patrimonio archeologico: l’anfora di Baratti e il mosaico dei pesci (entrambi custoditi in Cittadella) e la tomba dei Carri, che si trova al parco di Baratti. I modellini verranno realizzati mediante la scansione laser 3D del reperto, la successiva riproduzione in scala (circa 45 x 30 x 60 cm) in ABS e la dotazione di ciascuno dei modellini di circa 5/6 sensori ciascuno, allo scopo di attivare dispositivi vocali in grado di esporre le informazioni più significative riguardo al oggetto o al monumento riprodotto. La finalità, spiega il progetto (che verrà realizzato da Parchi Val di Cornia), ha lo scopo di aprire ai non vedenti e agli ipovedenti la possibilità di esplorare e di comprendere reperti con i quali, altrimenti, sarebbe difficile, per non dire impossibile, stabilire un rapporto di conoscenza profondo. Non solo: grazie a «Un museo in tutti i sensi» si offre la possibilità di avvicinarsi alla Tomba dei Carri anche a tutti quei soggetti affetti da disabilità o difficoltà motorie oppure da claustrofobia, attualmente costretti a rinunciare alla visita. L’utilizzo della strumentazione digitale amplia la fruibilità dei reperti anche in una prospettiva culturale: ovvero si dà la possibilità di conoscere meglio queste opere anche a coloro che, o per età oppure per mancanza di adeguati strumenti, spesso non riescono a coglierne gli aspetti più interessanti oppure più determinanti.

Il museo, specifica il progetto, è accessibile alle categorie di visitatori con disabilità motorie, ma a quasi tredici anni dalla sua inaugurazione presenta un deficit di quelle tecnologie avanzate che oggi permettono un maggior coinvolgimento del pubblico con alcune difficoltà fisiche. Grazie a «Un museo in tutti i sensi» le possibilità di fruizione di ampliano a molti più visitatori: al tempo stesso il progetto stabilisce anche una sinergia più profonda tra i due siti consideri, il museo di Cittadella e il parco di Baratti.

Melisanda Massei Autunnali

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