Il Tirreno

Quando il progetto di rilancio della città parte da abiti fashion

Roberto Mucci, 45 anni, piombinese giramondo scommette «Ci vogliono iniziative nuove e qui ci sono persone valide»

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PIOMBINO. «Piombino ha bisogno di iniziative nuove. Di spinte. È una città che ha bisogno di rinascere. E per di più dà un vantaggio: quello di un tessuto composto da persone valide che hanno voglia di fare tante cose». Roberto Mucci ha 45 anni. È nato e cresciuto a Piombino, che a certo punto ha lasciato per costruire una serie di progetti «un po’ in tutto il mondo» e approdare, alla fine, a Firenze. La sua città, però, non l’ha mai dimenticata. Sette anni fa ha preso il franchising del marchio Benetton per il negozio che fino a qualche settimana fa si trovava all’angolo tra Corso Italia e via Ferrer. Quello stesso negozio che sul quale ora campeggia una nuova scritta, «The Gate». «The Gate» è la nuova scommessa di Roberto Mucci.

Partendo da Piombino per arrivare lontano. La storia comincia sette mesi fa, quando Mucci apre un negozio all’isola d’Elba. Abbigliamento made in Italy, corrispondente a vari marchi, in parte prodotto in proprio seguendo le tendenze di un pubblico alla ricerca di un genere di vestiario fresco e vario, con un buon rapporto qualità-prezzo.

La cosa funziona, il progetto attraversa il canale e «The Gate» arriva in città, in parallelo a due negozi di scarpe, uno a Piombino, l’altro a Marciana Marina. La storia, però, è solo all’inizio. Il marchio «The Gate» vuol continuare a macinare strada: un altro negozio aprirà presto a Cecina e un altro ancora a Grosseto, fino a raggiungere da qui alla fine dell’anno quindici punti vendita. Con Piombino a fare da già da adesso da «quartier generale». «Il proposito – spiega ancora Mucci – è quello di andare a costruire un network, una rete che col tempo possa portare questi prodotti anche in Internet, e a questo scopo stiamo implementando una specifica piattaforma software. Per adesso abbiamo puntato sull’allineamento tra quello che produciamo e i marchi affiliati. Stiamo però già pensando a un nuovo marchio destinato esclusivamente ai capi che produciamo noi e che ci permetta di separare contenuto e contenitore». Al momento ci sono circa quindici persone che stanno lavorando alle infrastrutture necessarie, una stilista, un grafico, un tecnico informatico e dei programmatori. «La metà di queste persone sono dipendenti, gli altri sono liberi professionisti – aggiunge Mucci – A parte un paio di persone, tutti sono piombinesi, perché Piombino deve essere la base di questa iniziativa e tutto deve partire da qui. Avremo bisogno di sempre più competenze. Quando dovrò assumere altre persone lo farò a Piombino e sempre a Piombino mi rivolgerò quando avrò bisogno di un magazzino per la logistica».

Con quale finalità? «Quella di fare qualcosa che nasce qui e possa avere una valenza nazionale e anche oltre, nel momento in cui comincerà a funzionare l’e-commerce». Il rischio che viviamo in questo periodo storico, prosegue Mucci, è quello di lasciarci trascinare da fattori negativi. Trasmettere positività non è facile, ma è necessario invertire la tendenza, scommettendo su persone motivate e sul loro entusiasmo. «La forza – osserva Mucci – la fa la condivisione dell’idea. Ognuno di noi, se opportunamente stimolato, è in grado di esprimere capacità che neanche si immagina. Il mondo corre veloce ed è importante non legarsi a strutture mentali che solo risalenti a dieci giorni fa: a volte prendiamo delle decisioni che rischiamo di trovare già vecchie perché nel frattempo le cose sono già cambiate».

Melisanda Massei Autunnali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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