Il Tirreno

Ulisse a Populonia, nuove suggestioni dagli studi di Schropp

di Cecilia Cecchi
Ulisse a Populonia, nuove suggestioni dagli studi di Schropp

Tombe, uova di struzzo e gorgone sull’asse Corsica-Baratti rendono possibile la fermata dell’eroe omerico dopo Circe

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PIOMBINO. Non si ferma il lavoro di Lydia Schropp alla ricerca di conferme della sua tesi riguardante un diverso itinerario nel viaggio dell’omerico Ulisse.

Ecco che il re di Itaca, avrebbe sostato a Baratti per scendere nel regno dei morti (non in Sicilia) dopo la “pausa” da Circe in Corsica (non al Circeo a ridosso di Roma). Shropp che ha dedicato la vita alla storia delle civiltà antiche anche come traduttrice per l’Università di Messina e che non cessa di promuoverne la conoscenza nelle scuole, ha trovato nuovi legami tra l’etrusca Populonia a la Corsica da citazioni in diversi testi, concentrandosi sulle grandi tombe monumentali del parco archeologico di Baratti, ma anche sulle rappresentazioni di uova di struzzo o su una monete coniata a Populonia, con la testa di gorgone: «Rivedendo il libro di Massimo Pallottino “Gli Etruschi” – ricorda – ho visto che (nota n.5, II capitolo) scrive di una prima traccia dell'influsso orientale (intendendo forse egiziano) che si può constatare nelle fosse a camera e nelle armi e fibule di Populonia. Nella tomba di Iside di Vulci si sono trovate uova di struzzo finemente decorate e nei musei etruschi si possono ammirare molti esemplari: ho visionato un uovo di struzzo con cammelli alati. Gli struzzi sono originari dell'Africa, soprattutto in zona sahariana, per cui si ha un altro indizio dei contatti frequenti con popolazioni distanti ed in ogni caso con l'Egitto, paese che ricompare sempre nella narrazione di Omero, perché in Egitto Menelao apprende che Ulisse si trova presso Calipso».

«Mario Torelli nella “Storia degli Etruschi” (Laterza 1981) – prosegue la studiosa – a pagina 144 parla della necropoli di Populonia e dei fasti dei grandi tumuli usati tra la metà del VII e la metà del VI secolo a.C.; accenna pure (a pag. 60) di una fondazione di Populonia da parte di Corsi scacciati poi da Volterrani, e nelle fonti ci sono accenni ad una pirateria sarda e corsa».

«A proposito dell'uovo di struzzo – spiega – su internet dal sito http://www2.fci.unibo.it/~baccolin/montovolo-retreat-10.htm si può constatare da un articolo del professor Baccolini, studioso di etruscologia, il significato delle uova di struzzo. Anch'io mi ero stupita che mai nessuno avesse dato peso a questo reperto, l’uovo, anche per noi è di grande rilevanza in occasione della Pasqua. Dal mio studio risulta che Tiresia è un vate tebano (Tebe in Beozia- Grecia) come fino ad ora hanno affermato i critici più accreditati, ma potrebbe essere anche un vate tebano, cioè egiziano e quindi rientrerebbe in un mondo influenzato dalle credenze egiziane».

In qualche modo un altro “nuovo” tassello nel mosaico. «A proposito dello struzzo – specifica – va ricordato che, in antichità, era presente in Palestina, dove oggi è estinto, mentre esiste ancora nella zona dell'Eufrate e dell'Arabia. Nella Bibbia Giobbe (39,13-18) parla della velocità degli struzzi e della loro stupidità perché abbandona le uova nel deserto. Ancora oggi gli arabi dicono “ è più stupido di uno struzzo”. Dunque gli struzzi erano animali molto noti sia in Palestina che in Egitto. Quindi abbiamo un'altra prova di questi contatti culturali fra Etruschi e Palestinesi/Egiziani. Ad Aleria (Corsica) si vede nel museo una moneta d'argento proveniente da Populonia ( pag.84) ed un vaso di Peritoo agli Inferi ( pag.115) cfr.J.et L.Jehasse, “Aleria Antique” 1984. Un’altra prova dei contatti fra Corsica e Populonia – conclude – Il fatto che a Populonia si sia coniata una moneta con la testa di gorgone nel VI secolo A.C. può essere un ulteriore rinvio al mito di Ulisse a Populonia (per la moneta “Numismatica etrusca su Wikipedia” ndr)».

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