Il Tirreno

greenpeace

«A oggi in Italia è impossibile smaltire la Costa Concordia»

«A oggi in Italia è impossibile smaltire la Costa Concordia»

PIOMBINO. «A oggi non esistono soluzioni praticabili per lo smaltimento della Costa Concordia in Italia». Lo scrive Greenpeace che aggiunge: «Anche in Europa le possibilità restano vaghe e limitate:...

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. «A oggi non esistono soluzioni praticabili per lo smaltimento della Costa Concordia in Italia». Lo scrive Greenpeace che aggiunge: «Anche in Europa le possibilità restano vaghe e limitate: nel 2012 la Commissione europea ha escluso le navi dalla Convenzione di Basilea che vieta lo smaltimento dei rifiuti tossici navali in Paesi non di area Ocse, senza prevedere la bonifica preliminare. Questo ha contribuito allo smantellamento dei cantieri europei destinati alla demolizione delle navi e ha favorito la pratica dell’esportazione delle navi da rottamare in Turchia e altri Paesi asiatici».

Quanto alle dichiarazioni del vicecomissario Ue, Antonio Tajani, che ha sempre auspicato la realizzazione di un polo di smaltimento a Piombino, Alessandro Giannì (direttore delle campagne di Greenpeace Italia) le definisce «irrealistiche. Per la costruzione di un vero e proprio bacino di demolizione navale occorrerebbero almeno due anni e il futuro industriale di questo progetto è azzerato dalle norme recentemente adottate in Europa.Lo smaltimento non regolato delle navi in Europa ha sviluppato un business di riciclaggio di acciaio nei paesi del Terzo mondo, di cui beneficiano gli armatori europei, a discapito dell’ambiente e dei lavoratori dell’Asia del sud. Lo sviluppo di questo commercio illegale è dovuto al risparmio sui costi legati alla mano d'opera, alla pessima gestione dei rifiuti pericolosi presenti nelle navi e al miglior prezzo sul mercato dell'acciaio recuperato. Il disastro della Concordia ha portato Costa Crociere e Carnival sotto i riflettori di tutto il mondo. Per questo, per motivi di immagine, è verosimile e auspicabile che lo smaltimento non avverrà in Paesi come India e Turchia, dove la demolizione costerebbe circa il 30% in meno».

«Auspichiamo che la bonifica e la rottamazione della Concordia - conclude Giannì - avvenga nei limiti della legalità, in uno degli ex cantieri navali presenti in Europa, secondo le linee guida di smaltimento delle navi elaborate dalla Convenzione di Basilea. Ma prima ancora della rimozione e del trasferimento della Concordia è assolutamente necessaria la sua messa in sicurezza».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web