Il Tirreno

Senza sostegno non vado alle superiori

di Luigi Cignoni
Senza sostegno non vado alle superiori

Cattedre dimezzate, tagli alle educatrici: a queste condizioni Samuel rinuncia all’iscrizione all’Alberghiero

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PORTOFERRAIO. Senza educatrici e con le ore di sostegno praticamente dimezzate rispetto alle attuali, Samuel si trova costretto (suo malgrado) a lasciare la scuola. Non frequenterà il biennio delle superiori, dopo che a giugno sosterrà gli esami di licenza media. S’interrompe così il suo ciclo di studi nella scuola statale, dove ha trascorso gli anni più belli della sua pur giovane vita. È lui stesso a raccontarlo nel compito in classe dal titolo “Dopo gli anni trascorsi alle scuole medie che cosa ti aspetti dal futuro?”, che pubblichiamo a parte.

Non sarà però abbandonato a se stesso. Sua madre ha già pensato a organizzare una “scuola familiare” con persone che lo possano seguire e accompagnare nei progressi che fa durante la sua crescita. Il tutto insieme alle sue istitutrici a Lacona, località decentrata rispetto a dove abita la famiglia del ragazzo. Non avrà compagni con cui misurarsi, giocare e anche qualche volta arrabbiarsi per delle banalità, per fare poi subito pace. Eppure Samuel, pur avendo bisogno di attenzioni particolari, ha diritto come tutti gli altri ragazzini a un’istruzione di base. Si era iscritto, come tanti suoi coetanei entro la fine dello scorso mese, all’Alberghiero Isis di Portoferraio. Poi, saputo che non avrebbe avuto nella scuola un rapporto uno a uno con l’educatrice e con un’insegnante di sostegno, l’amara decisione di abbandonare gli studi e di ritirarsi in seno alla famiglia.

Quanti altri bambini come Samuel, diversamente abili, si trovano nelle sue stesse condizioni? E vivono lo stesso momento di sconforto e di assoluta incertezza? Lo abbiamo chiesto a Massimo Forti, presidente dell’associazione Incontriamoci in diversi che raggruppa i genitori di alunni nella fascia di età scolare, che hanno bisogno di assistenza. «Sono purtroppo molti – risponde – e alcuni non hanno il coraggio di Samuel di lanciare così allo scoperto il loro grido. A loro e alle famiglie dico di iscriversi alla nostra associazione, saranno più garantiti nel diritto allo studio. Più siamo e meglio è». Forti rammenta il ricorso vinto contro il Ministero della Pubblica Istruzione avviato lo scorso anno, quando le cattedre di sostegno furono in pratica dimezzate. «Oggi possiamo tranquillamente dire – aggiunge Forti – che la situazione è migliorata. Quanto avevamo richiesto, ci è stato concesso. I problemi perdurano invece per gli alunni con patologie meno invasive».

I docenti di sostegno sono nominati dal Ministero; le educatrici invece dagli enti locali. Alle medie se ne occupa il Comune; alle superiori invece la Provincia. E qui il discorso si complica. «Per il prossimo anno – puntualizza Renzo Mazzei, fra i soci fondatori dell’associazione Incontriamoci in diversi – sappiamo che non è garantito il contributo economico, per cui le cattedre saranno dimezzate. E poi se le Province non esisteranno più, chi nominerà gli educatori? Temo che anche per il prossimo settembre saremo costretti – conclude – a fare le solite lotte per difendere il diritto agli studi». Tutto questo, probabilmente, Samuel lo ha intuito. E alla sua riflessione amara i grandi non sanno cosa rispondere: «Mi dispiace che la scuola non sia adatta a me».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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