Il Tirreno

In pochi per gli ultimi appelli dei candidati

di Paolo Federighi
In pochi per gli ultimi appelli dei candidati

Scarsa pubblicità al confronto finale di piazza Mischi tra Guido Cionini, Alessandro Bandini ed Elisa Cecchini

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SAN VINCENZO. Ultimi appelli al voto, giovedì sera alla sala esposizioni di piazza Mischi, da parte dei tre candidati del Pd alle primarie di domani Guido Cionini, Alessandro Bandini ed Elisa Cecchini. Appelli inutili, diciamolo, perché la serata, decisa in extremis dal Comitato di garanzia, non è stata pubblicizzata ed ha visto una bassa affluenza quasi interamente schierata con i rispettivi candidati e comunque interna al partito.

Nessuno spostamento, quindi, degli equilibri della contesa. I giochi son già fatti, e in gran parte fuori dalle contese pubbliche, negli incontri con la cittadinanza, le associazioni, le categorie. Voti che saranno quasi equamente divisi, secondo quanto si percepisce: non c’è un favorito chiaro e gli scarti fra i tre saranno probabilmente esigui. Non era prevista alcuna domanda dal pubblico; solo appelli al voto. Nella serata, è entrato nella sala un disoccupato, che vive da 15 anni in strada, il quale ha interrotto più volte gli interventi in tono polemico ed ironico (ma mai violento né offensivo) dettato dalla propria condizione che voleva evidenziare alla politica locale. Ha iniziato a parlare Cionini che ha chiesto al segretario Massimiliano Roventini di far parte della sua squadra in caso di vittoria. Il candidato renziano – appoggiato anche dal docente universitario Giovanni Manetti, uno dei sanvincenzini più illustri – si è detto politicamente molto differente dagli altri due. «Balza agli occhi – ha detto Cionini – la sfiducia generale nella politica e nelle istituzioni, atteggiamento comprensibile. La gente si attende, anche a livello locale, una stagione dai toni bassi, dove si dicono poche cose importanti e si fanno. Mi divide da Cecchini e Bandini proprio la politica. Nella fase congressuale recente ci siamo trovati su versanti opposti. Nel circolo sanvincenzino ci siamo rinnovati più che altrove, e saranno gli elettori a dirci se questa richiesta era vera o meno. Sono stato critico nei confronti della linea adottata dalla Federazione del Pd, specie sulle politiche sovracomunali».

«Ci stiamo impegnando – ha proseguito Cionini – per un’amministrazione più forte, più trasparente e più vicina ai cittadini, in una logica di chiara discontinuità rispetto agli ultimi anni. Vogliamo recuperare la fiducia della gente e rinnovare la classe politica locale. Chiederò anche al segretario Roventini di far parte della mia squadra. A S. Vincenzo si registra uno scollamento eccessivo tra attività produttive e amministratori uscenti. Il sociale dovrà rappresentare un capitolo prioritario, insieme alla scuola: pensiamo alla cura degli spazi esterni, ma anche che la scuola è un sistema che va difeso. Pensiamo ad un nuovo modello di sviluppo incentrato sul turismo costiero, con riscoperta delle profondità collinari; rimettiamo S.Vincenzo al centro delle future scelte programmatiche. Mi son battuto affinché la nostra imposta di soggiorno rimanga a S. Vincenzo nei prossimi anni, per dare risposte immediate a cittadini e ad imprese. Ciò che è mancato ai miei due avversari è un’analisi del tessuto sociale del paese, che mostra una situazione cambiata. Ma bisogna cambiare la testa e il metodo di fare le cose. Ho proposto una Consulta permanente sul turismo e una Pro Loco, ma la politica in una Pro Loco non funziona: è la gente che deve stimolare l’amministrazione comunale».

Bandini si è proposto al pubblico come candidato esperto e affidabile: «Chiunque fra noi tre vinca – ha spiegato – rappresenterà la coalizione formata da Pd e Psi. La mia esperienza dimostra una capacità nel guidare un Comune, che deve essere il punto di riferimento dei cittadini, soprattutto dei meno abbienti. La cultura sarà il mezzo principale per allungare la stagione turistica. Il turismo, nella provincia di Livorno, rappresenta il 78% del Pil, e qui esso deve partire dalla tutela della spiaggia. La destagionalizzazione si baserà su questo, su eventi culturali e sport e sull’enorme patrimonio associativo».

Bandini ha proseguito evidenziando la necessità di concretezza e realizzabilità dei programmi, ed ha affermato che il porto non ha dato i risultati sperati: « Non possiamo scrivere nei programmi – ha sottolineato – proposte irrealizzabili. Bisogna rivedere il Piano spiaggia, approvare il Piano strutturale e metter mano al Regolamento urbanistico. L’allargamento della Zona artigianale non è consumo di suolo buttato via, ma rappresenta un investimento per il paese e per gli imprenditori. La Zona blu va ripensata, ma bisogna incentivare i commercianti a stare aperti. Il porto non ha dato i risultati sperati; bisogna avere un rapporto duro con Sales, e vedere se in base al capitolato le cose son state fatte a regola d’arte o meno».

Cecchini ha lanciato varie stoccate a Cionini.

«Cionini – ha affermato la candidata Pd – ricorda sempre la differenza fra lui e gli altri candidati e fra le correnti interne al partito. Trovo stucchevole e scorretto dire che la propria candidatura rappresenta una corrente. Un candidato deve presentare la propria persona, le idee, i progetti: in questo si differenziano i candidati. Cionini parla di necessità di toni bassi. Io, invece, credo che S. Vincenzo debba avere toni alti, perché ha tutte le potenzialità per essere leader nel territorio. S.Vincenzo non deve porsi il problema della sovracomunalità, ma affermare la propria identità e il proprio progetto. L’amministratore deve offrire alla comunità un compito da svolgere; la politica deve saper vedere oltre, essere la guida verso il futuro, tracciare il percorso».

«La mia candidatura – ha proseguito Cecchini – è nata dalla passione cresciuta in questi anni da amministratore. È terminato un certo modello di sviluppo: basta con la quantità, pensiamo alla qualità. La politica deve dare indirizzi, facendo rete con gli operatori del settore. Le associazioni di categoria vanno coinvolte sul serio, si deve sapere dove si vuole andare. Allungare la stagione non è semplice, ma è la nostra identità (storia, cultura, paesaggio) che dovrà attrarre i turisti. Il Comune deve incentivare e premiare chi resta aperto tutto l’anno. La politica deve occuparsi di come rendere vivibile il centro e collegarlo al porto; si tratta di pensare a far risorgere il centro in inverno. Turismo e ambiente sono fondamentali per il rilancio del paese, insieme al sociale».

Sul nuovo villaggio scolastico, Cecchini ha un’idea diversa dagli altri due candidati: «Si tratta di un progetto costoso che andrà rivisto, ma prima di pensare alla ristrutturazione, pensiamo con quali soldi farla. Ad oggi è previsto dal Governo solo lo sblocco del patto di stabilità. Gli ambienti scolastici devono essere sicuri e rinnovati. Un sindaco deve chiedersi come finanziare un nuovo villaggio, visto che quello attuale è obsoleto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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