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Disoccupazione, i dati indicano il 10,5%

Disoccupazione, i dati indicano il 10,5%

A Piombino situazione critica ma meno rispetto al resto della provincia. Sempre più donne al lavoro

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PIOMBINO. Una situazione critica. Ma meno di quanto non lo sia in altre aree vicine a noi. Certo è che quasi un anno fa, secondo i dati forniti dal servizio lavoro e formazione professionale della Provincia, nel trimestre aprile-giugno 2013 il tasso di disoccupazione dell’area di Piombino (nella fascia d’età tra 15 e 64 anni) era pari a un 10,5%: contro il 16,1 % di Livorno, il 12,8% di Rosignano e Cecina e l’11,5% di Portoferraio, oltre al 14% complessivo dell’intera provincia. «Pur nella drammaticità della situazione – commenta l’assessore Ringo Anselmi – quelli di Piombino sono i dati che più si avvicinano a quelli regionali, che per lo stesso periodo toccano il 7,6 %», affiancati a quelli che l’Istat fornisce per l’intero territorio nazionale, pari all’11,4 %. Ciò non significa, ovvio, che ci sia qualcosa di cui rallegrarsi, anche se il raffronto sul periodo immediatamente precedente fa pensare a una certa stabilità. I dati sul tasso di attività (occupati o alla ricerca di un’occupazione), sempre tra i 15 e i 64 anni, sono molto più elevati di quanto ancora l’Istat non segnali per l’Italia (62,8 %), ma si fermano sempre al 71,2 %: ovvero meno dell’area Rosignano-Cecina (73,5 %) e del totale della provincia (71,3 %), e comunque più meno come erano nel quarto trimestre del 2012. In parallelo, il dato sugli occupati, leggermente più positivo: 63,8% a Piombino, anche in questo caso molto più del 55,6% del nazionale e quasi pari al totale della provincia, 63,9% (al di sopra c’è solo Rosignano e Cecina, con 64,1%, mentre Livorno scende addirittura al 59,5 %). «Ciò che è particolarmente interessante da notare – osserva ancora l’assessore provinciale – è come in tutti i centri per l’impiego i dati raccolti mostrino una crescita di presenze femminili. Molte donne evidentemente scelgono di cercarsi nuovamente un lavoro per poter dare un aiuto alle proprie famiglie». In quale misura? Al centro per l’impiego di Piombino, ad esempio, al 30 dicembre 2012 il totale degli iscritti era di 8.826, di cui 3.324 maschi e 5.502 donne. Già notevole era la discrepanza tra i due sessi (2.178 femmine in più dei maschi), altrettanto significativo l’aumento di tutte le cifre al 31 dicembre dell’anno successivo: 3.854 maschi, 6.081 femmine, per un totale di 9.935 persone. In sostanza, la differenza tra i due sessi salita a 2227 femmine in più rispetto agli uomini (49 in più rispetto all’anno prima), e in generale le donne cresciute di un 10,5 % e gli uomini del 15,9 %. In totale, 12,6 % di iscritti in più rispetto all’anno prima, contro il 5,2 % di Livorno (che – come detto – però è area più compromessa), il 12,1 % di Cecina-Rosignano e il 10,5 % di Portoferraio. Infine, il flusso di comunicazioni di avviamento da aziende con sede operativa nelle aree dei singoli centri per l’impiego («con l’avviamento – sottolinea Anselmi – che indica l’inizio di un’attività, tenendo conto che una persona può, paradossalmente, cambiare lavoro anche sette volte in un solo trimestre, per fare un esempio»).(m.m.a.)

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