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“Piombino città murata”, nuovo libro di Mauro Carrara

“Piombino città murata”, nuovo libro di Mauro Carrara

PIOMBINO. “Piombino città murata”: l’ultimo lavoro nato dall’attività di ricerca e dalla grande passione per la storia locale espresse da Mauro Carrara (nella foto sullo sfondo del Castello) sarà...

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PIOMBINO. “Piombino città murata”: l’ultimo lavoro nato dall’attività di ricerca e dalla grande passione per la storia locale espresse da Mauro Carrara (nella foto sullo sfondo del Castello) sarà presentato domani (venerdì 28) in un incontro in programma a palazzo Appiani.

L’incontro è fissato per le ore 17. Oltre all’autore, saranno presenti l’assessore comunale alla cultura, Ovidio Dell’Omodarme, il giornalista Ernesto Fedi ed Enrico Beni, della casa editrice la Bancarella, con la quale Carrara ha pubblicato, lo scorso anno, «Il promontorio di Piombino, natura e storia».

Con «Piombino città murata», Carrara aggiunge un’altra sua tessera ad un mosaico che, nel corso del tempo, si è arricchito sensibilmente, abbracciando gran parte della storia cittadina. Il pregio, però, sta anche nella capacità di soddisfare le mille curiosità di chi guarda a Piombino e dintorni, con occhio meno superficiale.

Di certo c’è che il lavoro è il risultato di una paziente ricerca. Una ricerca condotta sia sulla letteratura storiografica, che sulle fonti d’archivio e sulla documentazione fotografica. Perchè questo è il modo consueto di operare dell’autore.

In quest’ultimo libro, si offre al lettore una ricostruzione estremamente ricca e dettagliata degli elementi che componevano il sistema difensivo urbano della città e delle trasfomazioni architettoniche e funzionali subìte. E poi, focus sul Rivellino, sul Castello, la Rocchetta e Cittadella, i capisaldi del sistema di protezione del nucleo originario cittadino. Ma si va oltre. Ci si sofferma sia su ciò che è rimasto ancora integro, sia su quelle parti che gli interventi di demolizione del passato hanno sottratto allo sguardo contemporaneo.

«Oltre che per il rigore scientifico - rileva Dell’Omodarme - l’opera si fa apprezzare per l’approccio da storia globale, nel senso che la vicenda delle mura viene ricondotta alla storia più generale della città, facendone emergere la fitta trama di relazioni con la dimensione politica e istituzionale, con quella economica e sociale».(v.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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