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Bruschi scettico: «Manca una politica industriale»

PIOMBINO. Tra gli scettici, in relazione all’ipotesi araba, c’è Adriano Bruschi di Legambiente. «In questi anni - dice Bruschi - mi sono convinto che la siderurgia che ha un futuro in Europa è...

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PIOMBINO. Tra gli scettici, in relazione all’ipotesi araba, c’è Adriano Bruschi di Legambiente. «In questi anni - dice Bruschi - mi sono convinto che la siderurgia che ha un futuro in Europa è quella che assegna alla produzione primaria un ruolo strategico ma molto minoritario rispetto alla finitura e trasformazione in prodotti finiti, alla commercializzazione con servizi avanzati ai clienti, alla diversificazione produttiva. Insomma solo mantenendo unita la complessa filiera che va dalle materie prime, fino al componente finito dell’auto o alla linea ferroviaria installata e collaudata, o al prodotto finito del trattore ecc., le aziende possono avere un futuro».

«Bruschi aggiunge che «occorre una politica industriale, un piano industriale per l’acciaio che disegni un ruolo per le varie aziende tra cui Piombino. Solo che questo piano industriale in questi anni di crisi è stato evocato tantissime volte ma è come un fantasma». Secondo Bruschi «il tavolo nazionale della siderurgia poteva essere uno strumento da cui partire ma si è riunito pochissime volte senza quagliare nulla. Ora nessuno più rammenta un possibile piano dell’acciaio e ci si affida a uno sconosciuto ed esotico “salvatore della patria” che promette una gigantesca montagna di soldi i quali, si sa, risolvono tutti i problemi. L’integrazione produttiva con il resto dei produttori siderurgici, il rapporto con gli utilizzatori, con i clienti e il mercato, non è più in discussione da tempo, si insegue il miraggio che in quattro anni si costruiscono: due forni elettrici, un innovativo Corex e si spostano tutti gli impianti, senza fermare la produzione neppure un giorno, salvando, anzi incrementando l'occupazione. Auguri».

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