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Papa Francesco incontra i detenuti di Pianosa

Papa Francesco incontra i detenuti di Pianosa

Lunga visita a Santa Marta dei reclusi delle carceri di Pisa e di Porto Azzurro Tre quarti d’ora di preghiere, confessioni e qualche battuta in spagnolo

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PORTOFERRAIO. «Questa è casa vostra». Papa Francesco ha accolto così, a sorpresa, il gruppo di detenuti toscani, nove dei quali provenienti da Pianosa. Un incontro commovente. Emozionante. E anche del tutto inatteso.

Ieri mattina diciannove detenuti provenienti dalle carceri di Pisa e Porto Azzurro in permesso premio si sono recati a Roma. «È stata una visita – ha detto monsignor Lorenzo Baldisseri, segretario del sinodo dei vescovi – bellissima: un segno di grande paternità spirituale verso delle persone che sono profondamente impegnate in un percorso spirituale».

Il pellegrinaggio era stato programmato dalla casa circondariale di Pisa alla quale successivamente si era unito anche l’istituto penitenziario di Porto Azzurro, dove sono alloggiati i detenuti che prestano servizio sull’ex Isola del Diavolo. Accompagnati da rappresentati delle istituzioni statali, dal direttore Fabrizio Cerri e da don Roberto Filippini, la delegazione è arrivata abbastanza presto a Roma e ha assistito alla messa celebrata nelle grotte vaticane nei pressi della tomba di Pietro da monsignor Lorenzo Baldisseri, prima di prendere parte all’udienza generale in Piazza San Pietro. Il Papa, saputo della presenza dei detenuti, li ha voluti ricevere alla Domus Santa Marta, e si è così fermato a parlare con loro per circa tre quarti d’ora. Fra i nove detenuti di Pianosa ce ne erano alcuni sudamericani, sicché la conversazione è avvenuta in lingua spagnola. Il Papa ha parlato, fra l’altro del “mate”, la caratteristica bevanda dell’America latina che si dice sia stata appresa dagli spagnoli colonizzatori dalle popolazioni indigene. È stato a questo punto che un detenuto gli si è avvicinato e gli ha consegnato una lettera che il Papa ha letto. Si trattava delle sua confessione, visto e considerato che lui non se la sentiva di parlare a viva voce. Papa Francesco gli ha dato l’assoluzione. «E’ stato commovente – ha commentato Liberata Di Lorenzo, capo dell’area educativa del carcere di Pisa – confesso di aver pianto anch’io».

Luigi Cignoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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