Il Tirreno

Parata, strada da incubo L’asfalto non esiste più

di Luca Centini
Parata, strada da incubo L’asfalto non esiste più

Buche, detriti e avvallamenti nella provinciale presa d’assalto dai camion Da anni i cittadini chiedono un intervento di manutenzione straordinaria

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RIO MARINA. La strada del Piano è chiusa. Nessun problema, tanto si passa dalla Parata. Ma se la Parata cade a pezzi, dopo anni di attesa per un intervento di manutenzione straordinaria che non è mai arrivato, ecco che la faccenda si fa critica. E se si considera che l’unica strada di accesso per Rio Marina, oltre alla Parata, è la strada della Chiusa di Rio dove in diversi punti non riescono a passare due macchine, allora si che ci rendiamo conto dell’emergenza in cui versano i paesi del versante orientale dell’isola.

La voragine sulla Sp 26 del Piano ha, di fatto, comportato la chiusura dell’unica vera strada di accesso a Rio Marina. Le auto sono dirottate nella strada della Chiusa di Rio Marina, le cui condizioni sono state documentate da Il Tirreno. I mezzi pesanti, invece, passano dalla Parata che collega Rio nell’Elba a Cavo rischiando così di dare il colpo di grazia a una strada provinciale le cui condizioni sono gravissime. Partiamo da Cavo. Fin dai primi chilometri il manto stradale è accidentato. In diversi punti l’asfalto non esiste più. Tante, troppe buche disseminate lungo il percorso mettono a dura prova gli ammortizzatori della macchina. Di notte l’asfalto così sconnesso è pericoloso, soprattutto per i motociclisti.

Ci avviciniamo, curva dopo curva, a Rio nell’Elba. In più punti l’asfalto sparisce, con i detriti e i sassi che si muovono al passaggio delle automobili. Si susseguono numerosi cedimenti della strada, una curva è completamente sterrata, con le pozze e il fango a centro strada. Il passaggio dei mezzi pesanti rischia di danneggiare ulteriormente una strada che appare inadeguata. Da anni i cittadini sono in attesa di un intervento di manutenzione straordinaria della Provincia. Intervento che non è stato compiuto. L’assessore ai lavori pubblici Catalina Schezzini ha assicurato al sindaco di Rio Marina, Renzo Galli, di aver messo a bilancio 400mila euro. «Sarà indetta a breve una gara», ha spiegato Galli nel corso dell’assemblea che si è tenuta venerdì scorso a Rio nell’Elba. Ma per l’inizio dei lavori si dovranno attendere, comunque, dei mesi. Il tutto mentre i cittadini del versante orientale dell’isola non vogliono aspettare. Entrare in paese è un’avventura e per questo viene chiesta, in tempi rapidi, una viabilità alternativa permanente.

Chiusura a tempo indeterminato. «Si informa la cittadinanza che il perdurare delle segnalazioni che sono ancora intercettate dal georadar impone la chiusura al transito della viabilità della strada provinciale SP 26 al chilometro 21+900 metri per un tempo che attualmente non è possibile quantificare». Si legge questo nell’avviso pubblicato sull’albo pretorio del Comune di Rio Marina e distribuito in queste ore alla cittadinanza. L’amministrazione comunale ha ribadito la posizione assunta dal sindaco Galli sulla stampa e nell’assemblea che si è tenuta venerdì a Rio Elba, con i genitori degli alunni delle scuole. «Il sindaco, ritenendo che sussistano i presupposti per dichiarare lo stato di calamità, ha invitato gli enti interessati ad intervenire attivando le procedure di somma urgenza per la realizzazione di una viabilità alternativa, la sistemazione della strada intercomunale Grassera-Chiusa di Rio, la riqualificazione della Sp 33 “Parata”, nonché l’avvio delle procedure necessarie per la realizzazione di un nuovo tratto stradale definitivo che eviti il rischio d’isolamento a danno di una comunità già fortemente colpita dalla crisi economica». Il tempo stringe, dunque. E la viabilità alternativa è una priorità per un paese che rischia seriamente l’isolamento. Il sindaco Galli ha fatto sapere di lavorare a un’ipotesi di viabilità alternativa, ma attende un’accelerazione della Provincia e della Regione. Tra le emergenze ci sono le difficoltà per i mezzi di soccorso e per il trasporto dei bambini delle scuole. A ciò si aggiungono le ripercussioni per gli operatori economici del paese.

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