Il presidio
Lucchini, per l’Afo il giorno della verità
Oggi il termine ultimo per acquistare il minerale. Fiducia in una soluzione positiva, il sindacato pronto alla mobilitazione
PIOMBINO. E’ il giorno della verità per la Lucchini: oggi si saprà se dunque il commissario straordinario Piero Nardi avrà risolto il caso che nei giorni scorsi, senza giri di parole, gli aveva affidato il sottosegretario Claudio De Vincenti, trovare i soldi (nove milioni) per pagare una nave di minerale necessaria a far marciare l’altoforno oltre i primi di marzo.
Del resto oggi è l’ultimo giorno utile per ordinare la nave e far sì che sia a Piombino prima che vengano consumate le scorte residue. Bocche cucite, ma la sensazione avvalorata da indiscrezioni provenienti da fonti qualificate, è che alla fine oggi in qualche modo l’ok al pagamento del minerale arriverà. Dalle vendita di semiprodotti a qualche cliente o da un assegno della stessa Smc nessuno sa dirlo.
Ore decisive, quindi, visto che il 10 del mese prossimo si chiuderà il periodo delle cosiddette offerte non vincolanti per l’acquisto della Lucchini, e l’eventuale stop all’altoforno taglierebbe fuori di fatto l’offerta del gruppo arabo Smc, che proprio sul mantenimento in marcia di quell’impianto basa la propria partecipazione alla gara. Nei suoi piani l’altoforno dovrebbe funzionare ancora per almeno tre anni nell’attesa della realizzazione di due forni elettrici e di un impianto Corex.
Ovvio a quel punto sarebbe il riaccendersi delle polemiche collegate a quei venti giorni di proroga rispetto alla scadenza fissata per la prima fase del bando (il termine ultimo per presentazione delle manifestazioni d’interesse era originariamente fissato per il 20 gennaio, poi spostato appunto al 10 febbraio) che di fatto hanno reso impossibile mandare avanti l’altoforno sino al termine della seconda fase della gara. Quella in cui appunto sindacati e istituzioni sperano che arrivi l’offerta decisiva da parte degli arabi di Smc.
Impossibile se non viene ordinata un’altra nave di minerale che possa far spostare in avanti – non solo oltre il 10 marzo, ma almeno fino ai primi del mese di aprile – l’autosufficienza dell’altoforno. La nave è stata prenotata in Brasile, è pronta a essere caricata, ma per darle il via serve appunto il bonifico da nove milioni.
Certo è che da stamani i sindacati saranno davanti alla fabbrica, pronti a iniziative che essi stessi definiscono clamorose – dopo lo stop all’occupazione della direzione deciso nei giorni scorsi in ossequio ai precisi impegni presi dal prefetto Tiziana Costantino – se arrivasse al contrario un no al pagamento tale da decretare contemporaneamente la fine dell’altoforno e della possibilità di un acquisto da parte di Smc.
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