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Ecco la lista di sinistra «Un’altra Piombino»

Ecco la lista di sinistra «Un’altra Piombino»

Marina Riccucci e Cinzia Bartalini sono le portavoce del gruppo, venerdì l’incontro sulla sanità

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PIOMBINO. Si chiama «Un'altra Piombino», ed è la lista civica di sinistra presentata ieri in un incontro al Centro giovani. Portavoce, due donne, Marina Riccucci e Cinzia Bartalini. Entrambe piombinesi. La prima, 47 anni, docente di letteratura all’università di Pisa, è stata tra le animatrici del comitato «Giù le mani da Baratti».

Bartalini, insegnante alle medie, è la coordinatrice del gruppo Libera di don Ciotti.

Nel simbolo della lista, campeggia una foto del Rivellino, alleggerita da elementi colorati stilizzati.

«Un’altra Piombino» conta sul sostegno di Sel, che non si presenterà al voto. Si definisce «un gruppo eterogeneo di individui provenienti da formazioni diverse, che non condividono il modo imperante di fare politica. Ma che nella politica credono. Una politica fondata sull’eticità».

Nessuna chiusura pregiudiziale, nè a movimenti nè a forze politiche. Ma la convinzione che Piombino possa essere diversa. Un'altra.

Fanno da perimetro alle linee guida che scandiranno il programma vero e proprio, i dieci punti della campagna "Miseria ladra" di don Ciotti. E la convinzione che la lotta alle povertà nasca dalla giustizia sociale. Qua, come nel resto del mondo.

«Legalità, moralità, tutela della salute e dell’ambiente, del rispetto dell’individuo. Di ogni diversità e di ogni idea», si legge nel manifesto. Dove si ricorda subito dopo che tutto va ricondotto «ad un diritto costituzionalmente sancito: la democrazia partecipata».

Il percorso individuato è scandito da tre passaggi. Intanto, l’apertura, attraverso la creazione di spazi di ascolto. Quindi, il confronto con esperti in questioni specifiche che aiuteranno a fornire un’analisi oggettiva. Infine, il progetto, con piani di lavoro e di intervento.

Nel manifesto, c’è la fabbrica che può salvarsi solo se si riconverte in chiave ambientale e tecncologa. Ci sono le bonifiche e uno stop deciso al consumo di territorio. Spazio, quindi, alla diversificazione con un mix in grado di arginare povertà di reddito e povertà culturale.

Da qui all’inizio della campagna elettorale, la lista prorrà quattro incontri. Il primo, venerdì prossimo sulla sanità e politiche sociali, l’altro su democrazia e partecipazione (20 febbraio). Quindi, lavoro e ambiente, immigrazione e diritti.(v.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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