Roma tace, la Concordia si allontana
L’ennesimo ritardo del Consiglio superiore dei lavori pubblici blocca l’inizio dei lavori al porto, sbottano Anselmi e il Pd
PIOMBINO. A questo punto anche i più ottimisti cominciano a perdere la speranza di vedere arrivare la Concordia a Piombino. Tranne il commissario dell’Autorità portuale, che insiste con la diplomazia e la fiducia, si sono arresi un po’ tutti. Arresi o infuriati. Il sindaco Gianni Anselmi sulla propria bacheca facebook ha scritto un post di fuoco dal titolo «Il Paese dei balocchi». E il segretario dell’unione comunale del Pd, Ettore Rosalba, ha annunciato una «battaglia politica» contro «i burocrati di Stato».
«A distanza di quasi due settimane dal 24 gennaio - si legge nel post di Anselmi - data dell’espressione del parere favorevole sul progetto di ampliamento del porto, il Consiglio superiore dei lavori pubblici non ha ancora messo formalmente in condizione (manca il parere scritto) l’Autorità portuale di partire coi lavori. E’ ormai da mesi del tutto evidente, a questo punto goffamente evidente, che ci sia in campo un’attività in certi casi esplicita, in altri non confessabile, a livello politico e tecnico, tesa a evitare che Piombino possa accogliere la Costa Concordia. Con nobili isolate eccezioni, come Enrico Rossi e il sottosegretario Erasmo D’Angelis».
«I lavori si faranno comunque - aggiunge Anselmi - e saranno un punto di svolta fondamentale per tutto il territorio. Tuttavia è mortificante, per chi ha idee e sta in campo con proposte e serietà, lavorare in questo Paese. Piombino fa ombra a molti, e c’è chi non vede l’ora di chiudere l’ombrellone. Ma sarà dura».
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