Il Tirreno

Gli arabi a Firenze per presentare il piano industriale

di Giorgio Pasquinucci
Gli arabi a Firenze per presentare il piano industriale

Domattina l’incontro tra il governatore Enrico Rossi e la delegazione guidata da Khaled al Habahbeh

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PIOMBINO. Gli arabi sbarcheranno domani mattina a Firenze per illustrare al presidente della Regione Enrico Rossi il loro progetto per Lucchini. La delegazione sarà al massimo livello, guidata dallo stesso Khaled al Habahbeh, l’uomo d’affari giordano che controlla le risorse finanziarie messe in campo per l’acquisizione ed il processo di ristrutturazione dello stabilimento (un miliardo e mezzo di euro) e da Ali Ghammagui, Ceo della Smc che ha firmato la manifestazione d’interesse presentata al commissario straordinario della Lucchini Piero Nardi.

Il contatto tra la delegazione araba e i vertici regionali è stato organizzato dal sindaco Gianni Anselmi, che sarà presente all’incontro.

Intanto sono sempre più insistenti le indiscrezioni su un contatto diretto - come aveva anticipato, durante la visita del commissario Ue Tajani a Piombino, il direttore degli affari generali della Lucchini Francesco Semino – tra il commissario Nardi e gli arabi della Smc. L’azienda mantiene stretto riserbo, tuttavia, sulla data, limitandosi a confermarne l’imminenza. Non sarebbe da escludere che anche questo si svolga venerdì, approfittando della presenza in Italia dell’imprenditore giordano.

Ieri era circolata la voce, che però non ha trovato conferme, di una nuova visita oggi allo stabilimento degli arabi, che – sempre secondo indiscrezioni – si sarebbero mostrati disponibili a comprare dalla Lucchini una certa quantità di semiprodotti in modo da consentire all’azienda di acquistare il minerale necessario a far proseguire la marcia dell’altoforno. La nave prenotata nei giorni scorsi è, infatti, di piccolo tonnellaggio e non sufficiente ad assicurare la marcia dell’impianto fino a che non saranno esaminate le manifestazioni d’interesse (oltre a quella degli arabi, quelle della cordata Duferco-Feralpi-Acciaierie venete e del Fondo svizzero Klesch).

Gli arabi si sono inseriti nella gara per l’acquisizione della Lucchini presentando offerte per tutte e tre le ipotesi avanzate dal commissario. Ma la loro idea progettuale prevede in quattro anni la completa trasformazione dello stabilimento in senso innovativo ed ambientale: due forni elettrici ed un Corex in padule, spostamento delle colate continue, bonifiche e riuso dei terreni che si renderanno liberi vicino alla città con un investimento immobiliare di un altro miliardo e mezzo.

Inoltre gli arabi sono molto interessati a realizzare e gestire direttamente il polo di demolizioni navi, di cui lo smantellamento della Costa Concordia potrebbe rappresentare il primo passo.

Intanto ieri il sindaco Gianni Anselmi ha partecipato a Roma ad un incontro con i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, presente anche Ivititalia, l’azienda che ha sostituito Sviluppo Italia, sull’accordo di programma, che a breve dovrebbe seguire il protocollo d’intesa sugli interventi nell’area di crisi complessa di Piombino. Circa 110 milioni la cifra a disposizione secondo le prime dichiarazioni del governatore Rossi. «Si è parlato soprattutto del tema delicato delle bonifiche - riferisce il sindaco – e dei profili degli interventi per il sostegno degli insediamenti di nuove imprese e dell’innovazione». L’accordo di programma gioca ovviamente un ruolo importante anche in relazione al bando di gara per la vendita della Lucchini (che ricordiamo scade il 10 febbraio) rendendo sicuramente più appetibile lo stabilimento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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