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I prof protestano ma la copertura wi-fi si farà lo stesso

I prof protestano ma la copertura wi-fi si farà lo stesso

La preside Battaglini: «Presto una conferenza con esperti» Al centro del problema le preoccupazioni per le radiazioni

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PORTOFERRAIO. Una conferenza di servizio con esperti all’Itcg Cerboni, per valutare se l’impatto sull’uomo del Wifi è nocivo o no alla salute. È questa la volontà espressa dalla dirigente scolastica Maria Grazia Battaglini, dopo che alcuni docenti che prestano servizio a scuola avevano formulato riserve sull’impiego del wireless.

Intanto però il progetto finanziato dal Miur va avanti. Come si ricorderà infatti all’Itcg Cerboni sono andati 8mila euro mentre all’Isis 9.316 euro. Le due scuole elbane risultano essere fra le 42 in Toscana, a cui è andato il finanziamento del Ministero previsto per il wi-fi. Il finanziamento ministeriale sarà speso per ampliare le infrastrutture di rete, con l’obiettivo di incrementare l’uso di contenuti digitali in aula da parte degli insegnanti e degli studenti. Saranno ampliati i punti di accesso alla rete wi-fi, potenziamento il cablaggio fisico e infine adeguata l’infrastruttura di rete degll’edificio. «La nostra prima preoccupazione – dice la dirigente Maria Grazia Battaglini – è la salute dei nostri ragazzi. Ora, sull’uso del wi-fi nelle scuole, l’impressione che se ne ricava è che non esistano certezze circa il suo grado di nocività o innocuità sulla salute. È chiaro che i due opposti schieramenti di denigratori e sostenitori abbiano robuste frecce al loro arco nel difendere questa o quell’altra teoria. Non è per nulla facile prendere una decisione per una scuola attratta dalla straordinaria potenzialità dei nuovi strumenti didattici, sicuramente più appetibili dei tradizionali per i suoi studenti, ma paralizzata dall’assillante dubbio delle esposizioni nocive ai campi elettromagnetici. Tuttavia desidero portare a conoscenza che il collegio docenti e il consiglio d’Istituto, dopo un’articolata e vivace discussione, hanno preso, a maggioranza, la decisione a favore dell’introduzione del wi-fi». La decisione è stata assunta tutelando il principio di cautela, «tanto che – dice Battaglini – una parte del finanziamento, ottenuto per il progetto, dovrà essere proprio utilizzata per monitorare la salubrità dei locali e per valutare la concentrazione dei livelli di rischio. Livelli di rischio, che, ricordiamolo, riguardano anche, e moltissimo, l’uso spregiudicato che gli studenti fanno dei loro cellulari all’interno delle strutture scolastiche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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