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Cure del diabete e telemedicina
La telemedicina – ovvero il controllo a distanza del paziente – può curare meglio il diabete. L’interessante riscontro emerge dai risultati d’un progetto di monitoraggio da parte della Asl D a...
La telemedicina – ovvero il controllo a distanza del paziente – può curare meglio il diabete. L’interessante riscontro emerge dai risultati d’un progetto di monitoraggio da parte della Asl D a Firenze, in collaborazione con Msd e destinato ad allargarsi ad altre strutture in futuro, con migliori benefici sulla salute ed una più razionale gestione delle risorse umane ed economiche. Si tratta d’un percorso coordinato – ha detto a Roma Gianfranco Gensini, presidente della Società Italiana di Telemedicina - dove infermieri professionali e medici specialisti interagiscono sinergicamente per informare e stimolare il malato a seguire il programma di verifiche cliniche e terapia. Ed i risultati si vedono, là dove i dati di laboratorio si dimostrano più stabili, oltre a riscontrare una migliore qualità di vita del soggetto. Altro parametro importante è poi il calo registrato per le visite ambulatoriali e degli accessi ai Pronto Soccorso. Chiave di volta, da un lato è il coinvolgimento delle istituzioni sanitarie pubbliche e dall’altro la necessaria crescita del livello culturale della popolazione. Il vantaggio per il cittadino – si è precisato – riguarda però non solo chi vive in zone territoriali disagiate e lontane, ma anche chi risieda nelle grandi città. I collegamenti via internet si dimostrano fondamentali per mantenere ogni singola situazione sotto controllo ed intervenire tempestivamente con i rimedi opportuni. Passi avanti sul piano operativo si stanno compiendo, perché l’argomento della telemedicina è all’esame come linea d’indirizzo programmatico della Conferenza Stato –Regioni. Ed ancora di più: accanto ad una malattia cronica come il diabete, possono essere coinvolti i soggetti affetti da BPCO, bronchite cronica ostruttiva e da scompenso cardiaco. Tutto il discorso, anche in futuro, non comprenderà il coinvolgimento delle strutture d’urgenza come il sevizio del 118 e dei Pronto Soccorso.
Gian Ugo Berti
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