Il Tirreno

Autorità portuale senza una guida

di Alessandro De Gregorio
Autorità portuale senza una guida

Scaduto il mandato di Guerrieri, forse in arrivo una proroga ma intanto da oggi il posto è vacante

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PIOMBINO. Da oggi l’Autorità portuale è senza un vertice. Senza una guida. Non ha un presidente da sei mesi e, dalla mezzanotte di ieri, non ha neanche un commissario straordinario. Che poi erano la stessa persona, cioè Luciano Guerrieri.

Comunicazioni non risultano arrivate: non una raccomandata, una mail, un fax. Nemmeno una telefonata.

Il ministro Maurizio Lupi potrebbe farlo sapere domani, anzi secondo fonti governative proprio domattina dovrebbe essere prorogato il mandato allo stesso Guerrieri. Un prolungamento, sempre a quanto si dice, di tre o quattro mesi, che avvicinerebbe la fine del mandato di Gianni Anselmi come sindaco alla sua nuova eventuale nomina come futuro presidente dell’Ap. Il nome di Anselmi infatti, lo ricordiamo, è quello più sponsorizzato nell’ambito della terna di candidati che lo stesso ministro Lupi a suo tempo caldeggiò (per tre volte) come se dovesse essere questione di giorni. Poi, ed era ottobre, il ministro è come sparito, la terna è rimasta nei cassetti e tutta l’operazione è stata di fatto congelata.

Si pensava che si dovesse almeno rispettare la scadenza del 25 gennaio, invece il ministero è andato lungo anche su questa. Vedremo se domani arriverà davvero la comunicazione e quali disposizioni conterrà.

Si era anche parlato di una soluzione alternativa, con il nome dell’ammiraglio Arturo Faraone (comandante della capitaneria livornese) ipotizzato sulla base di quanto era avvenuto a Napoli dove il nuovo commissario straordinario era stato individuato nel più alto in grado della capitaneria di riferimento. Ma pare che l’ipotesi Guerrieri-tris abbia ripreso quota negli ultimi giorni.

Giorni che per Piombino sono stati intensi, sull’asse industria-porto. E magari anche i recentissimi sviluppi potrebbero aver influito sulla scelta del nome, pur in una situazione di provvisorietà.

A Piombino il porto vive un momento delicatissimo, ci sono in ballo non solo progetti di ampliamento come quello appena “licenziato” dal Consiglio superiore dei lavori pubblici ma la prospettiva di saldare definitivamente le banchine con la fabbrica, il possibile polo di demolizione grandi navi con i forni elettrici. Tutto potrebbe legarsi con tutto. E in questo quadro c’è non solo la rottamazione “copertina” della Concordia ma la necessità che i fondali a meno venti, la banchina da 370 e il piazzale da 8 ettari diventino realtà in breve tempo. E non con i tempi “romani”.

C’è ancora da firmare il contratto con Sales e Cmc, le ditte che avevano vinto l’appalto. E’ vero che nei giorni scorsi Guerrieri ha disposto una consegna parziale del cantiere, ma i lavori si fanno con le draghe e con le forniture, non con i segnali. Servono le firme. Servono uomini e mezzi. E per la firma mancava l’ok definitivo di Roma, giunto solo venerdì.

A fronte di tutto questo, e di una corsa contro il tempo dichiarata ma non ancora cominciata, oggi l’Autorità portuale è senza una guida. Non succederà niente, tocchiamo ferr, gli uffici amministrativi sono chiusi e non è mai capitato fin qui che un presidente o un commissario abbia dovuto firmare un provvedimento d’urgenza di domenica. Ma, in teoria, se dovesse accadere (per esempio l’interdizione di una banchina) oggi nessuno potrebbe fare quell’autografo. O forse solo Guerrieri, senza titolo, confidando in una successiva ratifica.

E il ministro cosa dice? Non si sa. Ieri non rispondeva nessuno, nemmeno al suo ufficio stampa. Era sabato, oggi è domenica, domani si vedrà…

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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