Il Tirreno

I DISASTRI COL CEMENTO E FOSSI SPORCHI

Per il nubifragio in Val di Cornia si parla di calamità naturale. Come cittadina italiana mi vergogno di esserlo ogniqualvolta si parla di disastri ambientali. Vero, ci sono terremoti e trombe d'aria,...

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Per il nubifragio in Val di Cornia si parla di calamità naturale. Come cittadina italiana mi vergogno di esserlo ogniqualvolta si parla di disastri ambientali. Vero, ci sono terremoti e trombe d'aria, periodi particolarmente piovosi e periodi di siccità; ma lo sappiamo, e sappiamo che il clima sta mutando.

Perché non ce lo ricordiamo quando si opera una disastrosa cementificazione su colline e coste, si costruiscono abitazioni su torrenti o in zone soggette a frane, si devia addirittura il corso di un fiume per speculazioni edilizie? Ma poiché l' acqua, si sa, scende dall'alto in basso, sarebbe opportuno, e necessario, ripulire accuratamente i fossi prima delle piogge, che da anni ormai in certi periodi si presentano particolarmente violente e abbondanti.

I contadini di una volta lo sapevano bene, e per tutelare i loro raccolti provvedevano in tempo a ripulire i fossati e a riscavarli ogni anno prima delle piogge. Ora che molte abitazioni di campagna sono abbandonate o divenute seconde case, strade e fossi sono trascurati. Ce ne possiamo rendere conto passando per via Botramarmi, una strada che dall'Aurelia va su sulla collina. Parte dei fossi, quelli che non costeggiano terreni di agricoltori, sono sempre pieni di fango, erbacce e cespugli. Quando piove con la violenza, l'acqua che fuoriesce dalle fosse con fango e ghiaino, invade la strada con grave pericolo di chi vi passa. La strada è comunale. In situazione peggiore sono le strade private. Se tutti i proprietari non si mettono d' accordo, le strade e i fossi sono un disastro, con inevitabili conseguenze.

Mi chiedo: non potrebbe il Comune emanare un'ordinanza che obblighi i proprietari a mantenere in buono stato strade e fossi anziché aspettare l' emergenza? Nel caso che costoro non lo facciano entro un periodo stabilito, il Comune potrebbe provvedere obbligando poi i proprietari a pagare i costi. Ricordo che quando ero piccola il Cornia ogni anno invadeva le campagne circostanti. Dopo che sono stati costruiti gli argini, non è più successo.

. Iris Lorenzini

(San Vincenzo)

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